Siccità in Puglia: agricoltura a rischio tra costi elevati e calo delle produzioni

Gli agricoltori pugliesi affrontano una crisi idrica senza precedenti, con gravi ripercussioni sulle coltivazioni e sull'intero comparto economico agricolo

La Puglia sta vivendo una situazione di emergenza a causa della grave siccità che continua a colpire la regione. Gli agricoltori, già in difficoltà, sono costretti a ricorrere all’irrigazione di soccorso, che comporta costi esorbitanti per il gasolio necessario a estrarre acqua dai pozzi o per il rifornimento tramite autobotti. La situazione è critica, come denuncia Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, evidenziando le difficoltà che il settore agricolo sta affrontando.

A peggiorare il quadro, i pozzi artesiani e quelli a falda superficiale stanno subendo gravi danni, con il rischio di prosciugamento imminente. Questo, unito alla crisi idrica, ha portato a una drastica riduzione della disponibilità di foraggio verde nei pascoli, aumentando i costi per l’acquisto di mangimi necessari a nutrire gli animali nelle stalle. Le conseguenze sono devastanti non solo per gli allevatori ma anche per l’intera filiera produttiva.

Nonostante l’intervento della Regione, che ha rilasciato un milione di metri cubi di acqua per irrigare oliveti e vigneti nella provincia di Barletta-Andria-Trani (Bat), le previsioni restano preoccupanti. Una nuova ondata di maltempo potrebbe investire la Puglia nelle prossime ore, ma non basterà a risolvere i problemi strutturali che affliggono la regione. Il clima estremo, con temperature ben al di sopra della norma sin dall’inverno, ha già provocato gravi danni a diverse colture, come le clementine, che non sono riuscite a crescere correttamente a causa della mancanza di acqua, finendo al macero.

Il settore agricolo pugliese teme pesanti ripercussioni economiche, soprattutto in vista della prossima campagna di raccolta delle olive, dove si prevede un calo del 50% rispetto all’anno precedente. Questo avrà un impatto diretto sulla produzione di olio extravergine, una delle eccellenze del territorio, aggravando ulteriormente la crisi. Le colture di grano, fondamentali per la produzione di pane e pasta, hanno subito un dimezzamento delle rese a causa della siccità prolungata, mettendo a rischio la sicurezza alimentare locale.

Non solo le colture soffrono, ma anche gli apicoltori hanno registrato una perdita significativa, con una riduzione del 60% nella raccolta di miele. Le api, stremate dalla mancanza di fioriture dovute al caldo eccessivo, non riescono a produrre abbastanza per sostenere la domanda, con un impatto devastante su un settore già fragile. Inoltre, gli animali nelle stalle, stressati dalle alte temperature, stanno producendo fino al 30% di latte in meno, peggiorando ulteriormente la situazione.

L’intera filiera agricola pugliese si trova quindi di fronte a una delle peggiori crisi degli ultimi anni, con prospettive preoccupanti per il futuro prossimo. Le misure d’emergenza, sebbene necessarie, potrebbero non essere sufficienti a salvare un settore che rischia di subire danni irreparabili se la situazione non migliora rapidamente.

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