Giuseppe Lacarpia, si sarebbe suicidato la scorsa notte nel carcere dove era detenuto con l’accusa di aver ucciso la moglie, Maria Arcangela Turturo, lo scorso 6 ottobre a Gravina. Il corpo senza vita dell’uomo è stato scoperto intorno alle 3 del mattino dagli agenti della Polizia Penitenziaria. Il gesto estremo arriva a poche settimane dal presunto femminicidio che lo aveva visto coinvolto.
Secondo le indagini, Lacarpia avrebbe tentato di uccidere la moglie incendiando l’auto su cui si trovava la donna, nel tentativo di farla bruciare viva. Maria Arcangela Turturo, nella disperazione, riuscì a scappare dall’abitacolo dell’auto, ma fu presto raggiunta dal marito, che l’avrebbe aggredita violentemente. Le ferite riportate dalla donna, causate sia dall’aggressione fisica che dalle ustioni, risultarono essere gravissime, portando alla sua morte poco dopo.
Prima di perdere la vita, Maria Arcangela Turturo riuscì a rilasciare una dichiarazione ai soccorritori del 118, identificando il marito come l’autore dell’attacco. Questo tragico racconto fu successivamente confermato anche alla figlia della donna, mentre si trovavano al Pronto soccorso dell’ospedale Perinei, dove la vittima era stata trasferita d’urgenza.
Il caso del femminicidio di Gravina aveva suscitato notevole indignazione pubblica, evidenziando ancora una volta il problema della violenza domestica in Italia. La drammatica morte di Maria Arcangela e il successivo suicidio del marito sottolineano la gravità di questi eventi e lasciano un’intera comunità in lutto.
Gravina: uomo accusato di omicidio resta in carcere, “rischio di reiterazione”
Rinviato l’interrogatorio di Giuseppe Lacarpia, accusato di omicidio della moglie a Gravina