Screening neonatale al ‘Giovanni XXIII’ di Bari: test più veloci grazie a IA e robotica

Dal 2017, identificati 492 casi di malattie rare nei neonati pugliesi e lucani. Diagnosi precoci grazie all'automazione dei test

Il Centro Regionale di Screening Neonatale dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari continua a potenziare le sue capacità diagnostiche, grazie all’impiego di intelligenza artificiale e robotica. Nel 2024, sono stati individuati 31 neonati affetti da malattie rare, permettendo l’avvio tempestivo delle cure prima della comparsa dei sintomi. Dal 2017, lo screening ha consentito di diagnosticare 492 casi su oltre 237.600 neonati in Puglia e Basilicata.

Tecnologia e intelligenza artificiale per diagnosi più rapide

Il processo di analisi si basa su pochi campioni di sangue prelevati dal tallone del neonato, raccolti su un cartoncino (Dried Blood Spot, DBS) e inviati al laboratorio specializzato di Bari. Qui entra in gioco Aphel Lab, una stazione robotica avanzata sviluppata dall’azienda barese Predict Spa.

Questo macchinario, finanziato con fondi FESR-FSE 2014/2020, è supportato da una piattaforma di intelligenza artificiale che consente di velocizzare del 30% le analisi, riducendo il rischio di errori umani e garantendo risultati più precisi.

Un sistema all’avanguardia per il futuro della sanità

“La possibilità di identificare precocemente queste malattie rare è fondamentale per il successo delle cure”, spiega Simonetta Simonetti, responsabile dell’unità operativa di Patologia Clinica e Screening Neonatale del Giovanni XXIII. L’adozione di tecnologie di automazione avanzata pone la struttura sanitaria barese tra i centri di riferimento nazionali per lo screening neonatale, con benefici tangibili per i neonati e le loro famiglie.

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