Questa mattina, piazza Massari a Bari è stata teatro di una forte manifestazione, con una partecipazione nutrita di lavoratori di diversi settori e pensionati, che hanno aderito allo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil. La protesta si è concentrata contro la manovra fiscale proposta dal governo Meloni, che, secondo i sindacati, rischia di aggravare ulteriormente la difficile situazione economica del Paese.
Sindacati: una legge di bilancio contro i diritti dei cittadini
Il malcontento dei manifestanti si è focalizzato soprattutto sui tagli previsti dalla legge di bilancio, che, a parere dei sindacati, non solo mettono a rischio i diritti fondamentali, ma peggiorano anche una condizione economica già precaria. Il potere d’acquisto dei lavoratori continua a essere insufficiente, con salari che non riescono a tenere il passo con l’inflazione e un costo della vita sempre più elevato. Inoltre, molti dei diritti considerati essenziali e tutelati dalla Costituzione sono sempre più spesso compromessi dalle politiche economiche dell’esecutivo.
Le parole di Lara Ghiglione: “Il governo non ascolta”
Durante il comizio a Bari, Lara Ghiglione, segretaria nazionale della Cgil, ha sottolineato l’importanza della mobilitazione. “Hanno cercato di impedirci di scendere in piazza, ma oggi siamo qui, Cgil e Uil insieme in 46 piazze in tutta Italia”, ha dichiarato Ghiglione, evidenziando la determinazione dei sindacati. “Stiamo lottando per i diritti dei lavoratori, per la previdenza, il fisco, il rinnovo dei contratti. Non siamo stati ascoltati dal governo, che non ha mai voluto aprire un confronto serio con noi”, ha continuato, criticando in particolare la proposta di legge che, a suo avviso, non risponde alle reali esigenze del Paese.
L’esponente sindacale ha puntato il dito contro le scelte fatte dal governo, come i tagli alla spesa sanitaria e ai trasporti, e l’orientamento verso investimenti in grandi opere, come il Ponte sullo Stretto, senza però affrontare le vere emergenze sociali ed economiche. “Non c’è nulla per i giovani, per il diritto allo studio, per la sicurezza sul lavoro e per i diritti delle donne”, ha concluso Ghiglione.
Gianni Ricci (Uil): “Servono salari dignitosi, non provvedimenti spot”
Anche Gianni Ricci, segretario generale regionale della Uil Puglia, ha partecipato attivamente alla manifestazione, chiedendo un miglioramento concreto delle condizioni di vita dei lavoratori e dei pensionati. “In Puglia, un lavoratore guadagna mediamente 28mila euro all’anno, mentre in Lombardia la cifra arriva a 34mila. C’è un divario che non possiamo accettare”, ha sottolineato Ricci, rivolgendosi anche direttamente al governo. “La protesta non riguarda solo i salari, ma anche la precarietà dei contratti. In Puglia, solo il 7% dei contratti registrati l’anno scorso erano a tempo indeterminato. Questo alimenta il precariato e mina la stabilità dei lavoratori”.
Il segretario Uil ha criticato la manovra fiscale, accusando il governo di non aver fatto nulla per fermare il “bumping contrattuale” (una pratica che, di fatto, peggiora le condizioni di lavoro). Secondo Ricci, l’esecutivo ha proposto solo soluzioni temporanee come i voucher e i bonus natalizi, ma non ha affrontato i problemi strutturali. Le pensioni, ha aggiunto, sono insufficienti, con aumenti irrisori, mentre il welfare appare del tutto assente. “Un aumento di 3 euro sulle pensioni è un insulto”, ha concluso Ricci.
Il bilancio delle vittime sul lavoro: una tragedia ignorata
Un altro tema centrale della protesta è stato il numero di morti sul lavoro, che continua a crescere. “Ogni anno si registrano circa mille vittime sul lavoro. Questo non è degno di un Paese civile”, ha dichiarato Ricci, richiamando l’attenzione del governo sull’urgenza di adottare misure concrete per migliorare la sicurezza sul posto di lavoro.
La lotta sindacale continua: una mobilitazione che non si ferma
Nonostante le difficoltà, la mobilitazione dei sindacati non accenna a fermarsi. “Siamo qui per le persone, per difendere i diritti dei lavoratori e chiedere un futuro migliore per tutti”, hanno ribadito i manifestanti, invitando a proseguire la lotta per una maggiore giustizia sociale e per una vera tutela dei diritti economici e professionali.