Il Tribunale amministrativo regionale della Puglia registra un deciso incremento del contenzioso nell’ultimo anno giudiziario, con un aumento che interessa in modo trasversale diversi ambiti, dagli appalti pubblici alle energie rinnovabili, fino agli interventi collegati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. A tracciare il bilancio è stato il presidente del Tar Puglia, Leonardo Spagnoletti, intervenuto a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario a Bari.
Secondo i dati illustrati nella relazione annuale, i ricorsi depositati sono stati 2.094, con una crescita del 31,9% rispetto ai 1.587 presentati nel 2024. Un dato che fotografa un sistema in forte movimento, caratterizzato da nuove istanze e da un aumento significativo delle richieste di esecuzione delle sentenze.
A incidere in modo rilevante sull’incremento complessivo sono stati soprattutto i ricorsi per ottemperanza, ovvero quei procedimenti finalizzati a ottenere l’esecuzione delle decisioni già emesse, sia dal Tar sia dai giudici ordinari. In questo ambito, l’aumento è stato particolarmente marcato: si è passati da 208 a 735 ricorsi, con un balzo del 253% in un solo anno. Una crescita che trova spiegazione in larga parte nelle controversie legate alla cosiddetta “carta del docente”.
Il bonus annuale di 500 euro destinato alla formazione degli insegnanti, inizialmente riconosciuto ai soli docenti di ruolo, è stato successivamente esteso anche ai precari attraverso pronunce della giurisprudenza del lavoro. Questa evoluzione ha generato una vasta serie di ricorsi volti a ottenere l’effettiva applicazione delle sentenze. Solo presso il Tar di Bari i procedimenti riconducibili alla carta del docente hanno raggiunto circa 600 unità, mentre in altri tribunali amministrativi si sono registrati numeri ancora più elevati. Si tratta di un contenzioso definito “seriale”, ma che comporta comunque un notevole impegno organizzativo per le segreterie e per l’intera struttura giudiziaria.
Parallelamente, il settore delle energie rinnovabili si conferma uno dei più delicati. In questo ambito si evidenziano forti tensioni tra le imprese intenzionate a realizzare impianti e le amministrazioni locali, insieme alle comunità dei cittadini, spesso caratterizzate da un atteggiamento prudente o diffidente nei confronti di progetti ritenuti potenzialmente impattanti sul territorio. Le controversie nascono soprattutto dalla contrapposizione tra esigenze di sviluppo energetico e tutela del contesto ambientale e sociale, con conseguenti ricorsi contro autorizzazioni o dinieghi.
Anche il comparto degli appalti pubblici continua a rappresentare un terreno fertile per il contenzioso amministrativo, in un quadro normativo complesso e in costante evoluzione. Le gare e le procedure di affidamento restano ambiti ad alta conflittualità, in cui le imprese fanno frequentemente ricorso al giudice amministrativo per contestare esclusioni, aggiudicazioni o modalità di svolgimento delle procedure.
Un capitolo a parte riguarda gli interventi finanziati dal Pnrr. In questo caso, più che un incremento, si osserva una fase di assestamento. Le controversie legate ai progetti sostenuti dal Piano beneficiano di una corsia preferenziale e di procedure accelerate, introdotte per garantire tempi rapidi e certezza nelle decisioni. L’attenzione resta comunque alta, data la rilevanza strategica e finanziaria delle opere coinvolte.
Nel complesso, il quadro delineato evidenzia un sistema amministrativo sotto pressione, chiamato a gestire un numero crescente di procedimenti in settori chiave per lo sviluppo economico e sociale. Tuttavia, segnali di possibile attenuazione emergono proprio sul fronte della carta del docente. Secondo quanto riferito, il ministero avrebbe adottato misure correttive che potrebbero contribuire a ridurre progressivamente il flusso di nuovi ricorsi per ottemperanza.
Se tali interventi si riveleranno efficaci, è plausibile che l’attuale ondata di contenzioso possa avviarsi verso una fase discendente. Resta però evidente come l’ultimo anno abbia segnato un punto di svolta, con un incremento significativo dei procedimenti che ha richiesto un notevole sforzo organizzativo e gestionale da parte del Tar Puglia.
L’aumento dei ricorsi, trainato in particolare dalla carta del docente e dalle controversie sulle energie rinnovabili, rappresenta uno dei dati più rilevanti dell’ultimo anno giudiziario a Bari, delineando un contesto in cui il giudice amministrativo continua a svolgere un ruolo centrale nella composizione dei conflitti tra cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.