Tensione crescente all’Università di Bari a poche ore dall’elezione del nuovo rettore, in programma il 21 maggio. Se da un lato l’attesa per conoscere il successore di Stefano Bronzini è altissima, dall’altro il clima che si respira nei corridoi accademici è tutt’altro che disteso. A generare nervosismo è l’incertezza sull’organizzazione del voto: non è ancora stato deciso se si procederà con tre urne distinte (per studenti, personale tecnico-amministrativo e docenti) oppure con solo due, accorpando studenti e docenti, i cui voti oggi hanno lo stesso peso regolamentare.
La questione, tutt’altro che marginale, ha alimentato sospetti e malumori, soprattutto per la tempistica ravvicinata con la consultazione. Alcuni docenti vedono nella possibile unificazione delle urne una mossa per annebbiare il peso reale delle preferenze studentesche, che, con la riforma del regolamento, hanno acquisito un peso significativo ma che potrebbero perdere visibilità nel conteggio finale se fuse con quelle dei professori.
A dover sciogliere il nodo sarà il decano Giampiero Balena, professore ordinario di Diritto processuale civile del Dipartimento di Giurisprudenza, a cui spetta il compito di definire il metodo di votazione. Una scelta delicata che potrebbe avere ripercussioni anche sulla trasparenza del processo elettorale.
Nel frattempo, i sei candidati alla carica di rettore sono tutti nomi di peso dell’Ateneo, provenienti perlopiù dall’area scientifica:
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Danilo Caivano, docente di Sistemi di elaborazione dell’informazione
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Roberto Bellotti, direttore del Dipartimento di Fisica
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Nicola Decaro, direttore di Medicina Veterinaria
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Paolo Ponzio, direttore di Ricerca e Innovazione Umanistica
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Luigi Palmieri, a capo del Dipartimento di Bioscienze