Un centro per la raccolta differenziata dei rifiuti sorgerà in via Papalia, nel quartiere Japigia di Bari, ma i cittadini non ci stanno. Il progetto, promosso e finanziato con oltre 1,3 milioni di euro provenienti dal programma Pon Metro Plus, è finito al centro di una protesta civica organizzata da un Comitato spontaneo di residenti che contesta la scelta dell’area e le modalità con cui è stata presa.
Secondo quanto dichiarato durante un incontro pubblico, i cittadini temono un aumento significativo del traffico, in particolare di mezzi pesanti, e sottolineano il possibile impatto negativo su rumore, sicurezza e qualità della vita nel quartiere. Al centro delle preoccupazioni vi è anche il rischio di degrado del decoro urbano, con la contestazione aperta sulla “inadeguatezza della localizzazione rispetto al contesto abitativo”.
Il progetto prevede la realizzazione di un Centro di raccolta che occuperà circa 6mila metri quadrati e sarà dotato di due ingressi distinti. All’interno della struttura saranno realizzati una zona per la pesatura dei rifiuti, un ufficio accettazione, aree di sosta per biciclette e veicoli – anche con ricarica elettrica – uffici per Amiu Puglia, un centro ludico-didattico e uno spazio verde. Un’infrastruttura che mira a migliorare la gestione dei rifiuti urbani, ma che secondo i residenti rischia di compromettere la vivibilità dell’intero quartiere.
Particolarmente contestata è la modifica della destinazione d’uso dell’area, che secondo quanto riferito dal Comitato, nel piano originario del progetto Parco Costa Sud era destinata a diventare un parcheggio alberato al servizio del rione. Tale cambiamento, evidenziano i cittadini, sarebbe avvenuto senza alcun preavviso né consultazione pubblica, alimentando sconcerto e perplessità tra la popolazione locale.
Alla luce di queste criticità, il Comitato ha deciso di avviare azioni formali. È stato incaricato un avvocato per richiedere l’accesso agli atti ufficiali presso il Comune, con l’obiettivo di verificare la correttezza dell’intero iter amministrativo che ha portato alla progettazione del Centro. Inoltre, si intende avanzare la richiesta di un incontro con il sindaco e l’assessore competente, al fine di rappresentare direttamente le esigenze del quartiere e proporre soluzioni alternative.
Nel frattempo, i promotori della protesta lanciano un appello a tutti i residenti della zona: “Unitevi alla mobilitazione per una battaglia civile, trasparente e condivisa a tutela del nostro territorio”, invitando la cittadinanza a partecipare attivamente al confronto con le istituzioni.