È stato presentato questa mattina il bilancio della sesta edizione di “La Puglia non tratta”, il progetto della Regione Puglia rivolto alla protezione e assistenza delle vittime di tratta e sfruttamento. Alla conferenza, tenutasi a Bari, hanno partecipato l’assessore regionale al Welfare Sebastiano Leo (delegato in questo caso da Domenico Matrangola) e l’assessora comunale ai Servizi sociali Giovanna Iacovone, insieme ai rappresentanti delle associazioni coinvolte.
Un progetto diffuso e capillare
La rete di supporto, coordinata dal CAPS (Centro di Aiuto Psicosociale) come capofila, ha coinvolto diverse associazioni attive in tutta la regione. Il progetto ha permesso di attivare interventi mirati, volti all’identificazione, all’accoglienza e all’accompagnamento delle vittime di tratta, in collaborazione con operatori specializzati, enti locali, forze dell’ordine e presidi territoriali.
I numeri dell’intervento
In sei anni di attività sono state intercettate e assistite oltre 24.000 persone, grazie a un articolato sistema di segnalazioni, unità mobili e sportelli territoriali. Di queste, numerose sono state le donne coinvolte in percorsi di uscita dallo sfruttamento, ma anche minori e persone transessuali vittime di tratta a scopo sessuale o lavorativo.
L’importanza di un modello inclusivo
Durante la presentazione, è stato sottolineato come l’approccio integrato e multidisciplinare del progetto sia stato decisivo per il successo dell’iniziativa. Le attività svolte includono accompagnamento sanitario, supporto legale, mediazione culturale, formazione professionale e inserimento lavorativo. I percorsi sono pensati per restituire dignità, autonomia e inclusione alle persone che vi accedono.
Le istituzioni: “Un impegno da rafforzare”
L’assessore Matrangola ha ribadito l’importanza del progetto come strumento concreto di contrasto alle nuove forme di schiavitù contemporanea, sottolineando la necessità di rafforzare la sinergia tra enti pubblici e terzo settore. La vicesindaca Iacovone ha invece evidenziato come “la città di Bari, in particolare, stia lavorando su una rete sempre più inclusiva e pronta ad affrontare l’emergere di nuove vulnerabilità”.