La situazione dei pronto soccorso nelle province di Bari e Bat torna al centro del dibattito istituzionale dopo la segnalazione formale inviata dalla Cisl Fp alle autorità sanitarie regionali. Al centro della questione emergono criticità strutturali e organizzative che incidono sulla qualità dell’assistenza e sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari, nonostante recenti interventi di manutenzione nelle strutture.
Secondo quanto evidenziato dal segretario della Cisl Fp Bari, Giovanni Stellacci, il problema principale riguarda la carenza di posti letto di degenza, che impedisce il ricovero tempestivo dei pazienti già stabilizzati. Questo determina una permanenza prolungata nei locali dei pronto soccorso, dove molte persone restano per ore – talvolta per giorni – in attesa di trasferimento nei reparti. Una condizione che si traduce spesso nello stazionamento in barella e, nei casi più complessi, perfino nei corridoi.
La conseguenza diretta di questa situazione è un sovraffollamento costante. Privacy, sicurezza e dignità dei pazienti risultano compromesse, mentre il personale sanitario è sottoposto a una pressione organizzativa crescente. L’impossibilità di liberare rapidamente le barelle, necessarie per il normale flusso di emergenza, genera un effetto a catena che rallenta l’intero sistema di accoglienza.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda la gestione delle Osservazioni Brevi Intensive e il ricorso alle cosiddette extra locazioni. Queste soluzioni, nate per fronteggiare situazioni temporanee, finiscono per diventare strumenti ordinari di gestione dell’emergenza, contribuendo però ad aggravare il sovraffollamento. In alcune strutture si arriva al ricovero diretto su barella nei reparti, con il blocco dei presidi mobili in attesa della disponibilità di un posto letto effettivo. Una dinamica che rallenta l’attività sanitaria e rende più complessa la gestione logistica.
La denuncia sindacale sottolinea inoltre il sottodimensionamento degli organici, elemento che amplifica le difficoltà operative. Anche laddove i parametri normativi risultino formalmente rispettati, secondo la Cisl Fp ciò non sarebbe sufficiente a garantire standard adeguati di qualità assistenziale. Il rispetto formale delle regole, viene evidenziato, non può giustificare un abbassamento dei livelli minimi di decoro e tutela della persona.
Nel documento indirizzato all’assessorato regionale alla Salute, al Dipartimento Salute e ai vertici delle aziende sanitarie locali, si richiama il diritto dei cittadini a ricevere cure appropriate e rispettose, soprattutto in un contesto delicato come quello dell’emergenza-urgenza. Parallelamente, viene ribadito il diritto dei professionisti sanitari a operare in condizioni sostenibili, senza carichi eccessivi e in ambienti adeguati sotto il profilo organizzativo.
Da qui la richiesta di interventi urgenti e non più rinviabili, con un’assunzione di responsabilità politica chiara e misure correttive concrete. Il sindacato ha inoltre manifestato la disponibilità ad attivare ogni iniziativa opportuna, inclusa la tutela legale, qualora non dovessero arrivare riscontri tangibili alle segnalazioni avanzate.
L’intenzione è intervenire in modo puntuale sui nodi strutturali e gestionali che ostacolano il corretto funzionamento dei pronto soccorso, attraverso una revisione dei flussi, una migliore distribuzione dei posti letto e un rafforzamento dell’integrazione tra ospedale e territorio. Resta ora da verificare la rapidità con cui tali misure potranno tradursi in azioni concrete, in un contesto che richiede risposte tempestive per garantire efficienza, sicurezza e qualità dell’assistenza sanitaria.