Pnrr, accelerata finale per i progetti: focus su Bari e università

A otto mesi dalla scadenza del Piano nazionale di ripresa e resilienza, istituzioni e comuni pugliesi fanno il punto su opere, criticità e risultati raggiunti

È stato l’Ateneo di Bari ad ospitare l’incontro “L’ultimo miglio del Pnrr”, organizzato per analizzare lo stato di avanzamento dei progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, in vista della scadenza del 30 giugno 2026. La giornata di lavoro, promossa dalla Ragioneria generale dello Stato – Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con Anci Puglia, ha coinvolto amministratori, accademici e rappresentanti delle istituzioni locali.

Durante l’incontro, è emerso come i fondi Pnrr stiano contribuendo in modo decisivo alla trasformazione urbana e infrastrutturale di Bari. Lo ha confermato l’assessore alla Cura del territorio, Domenico Scaramuzzi, illustrando l’avanzamento delle opere in corso. «Stiamo parlando di centinaia di milioni di euro che stanno cambiando il volto della città – ha dichiarato –. La maggior parte dei progetti sarà conclusa entro l’estate 2026, mentre alcuni interventi, come quelli sulle scuole, saranno ultimati nei primi mesi dell’anno».

Un focus specifico è stato dedicato al progetto Costa Sud, destinato a riqualificare il litorale meridionale del capoluogo. Quattro lotti sono già in fase di cantiere, mentre per le aree di Torre Carnosa e Punta Perotti permangono ritardi a causa delle procedure di esproprio. Tuttavia, ha rassicurato Scaramuzzi, non si segnalano criticità strutturali, anche grazie alla proroga di un anno concessa dal Ministero. L’impegno del Comune resta quello di completare ogni opera, indipendentemente dalla fonte di finanziamento.

Anche l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro gioca un ruolo centrale nella gestione dei fondi Pnrr. Il rettore Roberto Bellotti ha sottolineato come l’ateneo abbia ottenuto oltre 143 milioni di euro grazie a centri nazionali e partenariati estesi. «Abbiamo attivato un’unità di monitoraggio settimanale per controllare ogni passaggio – ha spiegato –. I progetti edilizi sono quelli che presentano le maggiori difficoltà, a causa della complessità della fase di progettazione e dei lunghi tempi di costruzione». Pur con qualche ritardo, il bilancio generale risulta positivo.

Secondo Bellotti, il Pnrr ha rappresentato il più grande investimento in ricerca dall’immediato dopoguerra. I fondi hanno permesso di rafforzare la capacità scientifica dell’università, assumere nuovi ricercatori e realizzare infrastrutture innovative. Tuttavia, ha avvertito il rettore, la vera sfida si giocherà sulla rendicontazione. «È un processo complesso, ma indispensabile per valorizzare quanto realizzato. Il vero banco di prova sarà dopo il 2026: capiremo allora quanto questo investimento avrà avuto un impatto duraturo per studenti e docenti».

Giuseppe Mongelli, direttore generale Area Sud Adriatica della Ragioneria territoriale dello Stato, ha ribadito la necessità di monitorare lo stato di attuazione dei progetti per evidenziare eventuali criticità e consentire rapide rimodulazioni. “Siamo vicini alla scadenza”, ha sottolineato, mettendo in evidenza l’importanza di momenti di confronto come quello organizzato a Bari per sostenere i Comuni nell’uso della piattaforma Regis, lo strumento ufficiale per il monitoraggio delle attività Pnrr.

L’evento ha visto anche l’intervento della presidente di Anci Puglia, Fiorenza Pascazio, che ha confermato l’impegno dei Comuni nella gestione trasparente ed efficiente delle risorse assegnate. L’iniziativa rientra infatti nel percorso formativo che mira a rafforzare le competenze amministrative locali nella fase finale del Piano.

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