Il Tribunale di Bari ha dichiarato il non luogo a procedere nei confronti del filologo Luciano Canfora, accusato di diffamazione aggravata nei confronti della premier Giorgia Meloni. La decisione, presa dal giudice monocratico Pasquale Santoro, segue la remissione della querela da parte della presidente del Consiglio, avvenuta il 30 settembre. Canfora era stato rinviato a giudizio nell’aprile del 2023 a causa di alcune dichiarazioni contro Meloni risalenti all’11 aprile 2022.
Durante l’udienza odierna, l’avvocato difensore di Canfora, Michele Laforgia, ha comunicato l’accettazione della remissione della querela. Meloni, oltre a ritirare la querela, ha anche revocato la costituzione di parte civile, nella quale aveva richiesto un risarcimento di 20mila euro. Questo ha permesso alla Procura di chiedere l’emissione del non luogo a procedere.
I fatti oggetto del processo si erano verificati durante un incontro pubblico tenutosi presso il liceo scientifico ‘Enrico Fermi’ di Bari, quando Canfora, intervenendo in un dibattito sul conflitto russo-ucraino, aveva definito Giorgia Meloni “neonazista nell’anima”. All’epoca, Meloni era leader dell’opposizione e Mario Draghi ricopriva il ruolo di presidente del Consiglio. Le dichiarazioni del filologo avevano portato alla querela da parte di Meloni, dando inizio al procedimento giudiziario poi conclusosi oggi.