Cinque dipendenti dell’Amtab di Bari sono stati licenziati per assenteismo ingiustificato, sorpresi durante controlli interni mentre svolgevano altri lavori, pur risultando formalmente assenti per motivi legittimi. La decisione rappresenta un nuovo segnale di tolleranza zero da parte dell’amministratore unico Luca D’Amore.
Secondo quanto emerso dalle indagini aziendali, tre autisti e due operatori delle officine si sarebbero assentati dal lavoro ufficialmente per malattia o permessi retribuiti, ma in realtà si dedicavano ad altre attività. Le verifiche sono state condotte anche con pedinamenti e appostamenti, portando alla conclusione drastica dei rapporti di lavoro.
Non si tratta di un provvedimento legato all’inchiesta giudiziaria, bensì frutto di un’indagine interna autonoma, avviata dall’amministrazione straordinaria per ristabilire trasparenza e legalità all’interno dell’azienda partecipata del Comune di Bari. Ma i controlli non si fermano qui: sotto esame anche diversi ausiliari della sosta, che sarebbero sospettati di aver favorito la sosta gratuita a commercianti del centro cittadino in cambio di piccoli regali o favori personali.
A breve sono attese nuove misure disciplinari, in linea con il piano di risanamento e rilancio dell’azienda pubblica. Già a inizio giugno il Corriere aveva anticipato la possibilità di ulteriori provvedimenti riguardanti gli operatori «infedeli».
Nel frattempo, il bilancio 2024 dell’Amtab è stato presentato in Consiglio comunale. I conti si chiudono in positivo con un utile di 4,3 milioni di euro, a testimonianza di un’inversione di tendenza rispetto agli anni difficili segnati dal Covid e dai rincari energetici.
L’azienda cerca ora nuovi autisti, e ha prorogato al 10 agosto i termini per partecipare al bando pubblico per soli titoli. La prima tornata ha raccolto appena 453 domande, un dato deludente rispetto agli standard storici (fino a 1.500 candidature), da qui la decisione di estendere i termini. La graduatoria servirà ad attingere nuove risorse con varie tipologie contrattuali.
Sul fronte dei servizi, la “cura Muvt” si conferma vincente. L’abbonamento agevolato a 20 euro all’anno ha contribuito a una netta riduzione dell’evasione tariffaria.
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