La sanità arriva alle periferie: il piano dell’Asl Bari contro la povertà sanitaria

Un progetto da 11 milioni di euro per garantire assistenza sanitaria alle fasce più vulnerabili

L’Asl Bari ha avviato un ambizioso piano per estendere l’assistenza sanitaria alle fasce più emarginate della società, con un investimento complessivo di oltre 11 milioni di euro. L’obiettivo principale è abbattere le barriere di accesso alla sanità pubblica per migranti, senza fissa dimora, popolazioni nomadi e famiglie a basso reddito. Il programma, denominato “Contrastare la povertà sanitaria”, rientra nel Programma Nazionale Equità nella Salute (Pnes) e si estende su un periodo di cinque anni, dal 2024 al 2029, coinvolgendo anche altre regioni come Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Uno dei punti centrali dell’iniziativa è la costituzione di cliniche mobili e ambulatori fissi in aree strategiche, facilmente accessibili alle persone che spesso non riescono a raggiungere le strutture sanitarie tradizionali. Oltre alle cure di base, il progetto prevede l’erogazione di farmaci essenziali per la cura di malattie croniche, grazie ai finanziamenti ottenuti tramite fondi Fesr e Fse. La dotazione totale è suddivisa in 4.388.216 euro di fondi Fesr e 6.758.744 euro di fondi Fse, con l’approvazione dell’Istituto Nazionale Migrazioni e Povertà (Inmp).

La strategia dell’Asl Bari prevede sette progetti specifici, tra cui la creazione di équipe multidisciplinari composte da medici, infermieri e altre figure professionali per svolgere attività cliniche direttamente sul territorio. Sarà inoltre garantita la fornitura di farmaci e prestazioni sanitarie, e un focus particolare sarà rivolto alla salute odontoiatrica, con la distribuzione di protesi a coloro che vivono in condizioni di povertà sanitaria. Le équipe multidisciplinari opereranno anche nel campo della medicina di prossimità, con un approccio mirato a sostenere le fragilità e le marginalità.

Un aspetto rilevante del piano è il coinvolgimento degli Enti del Terzo Settore (Ets), con cui l’Asl Bari ha sviluppato una stretta collaborazione per erogare servizi sanitari e sociosanitari. La co-progettazione con questi enti sarà essenziale per rispondere ai bisogni territoriali e rafforzare il tessuto sanitario locale. Attraverso un dialogo diretto con le comunità vulnerabili, tra cui migranti e gruppi Rsc (Rom, Sinti e Caminanti), il piano mira a migliorare la qualità e la disponibilità dei servizi sanitari, eliminando le asimmetrie informative che spesso impediscono l’accesso alle cure.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha sottolineato l’importanza di questo progetto, dichiarando: “La nostra priorità è non lasciare nessuno indietro”. Il programma non si limita solo a contrastare la povertà sanitaria, ma include anche interventi significativi per il potenziamento degli screening oncologici e la lotta alle disuguaglianze di genere. Emiliano ha evidenziato come la sanità pubblica pugliese si stia muovendo verso una presenza attiva sul territorio, cercando di raggiungere anche chi vive ai margini della società.

Infine, il piano prevede la produzione di materiale informativo, tradotto nelle lingue delle comunità di riferimento, per promuovere stili di vita sani e comportamenti salutari. Questo capitolo finale rappresenta una componente essenziale del progetto, poiché mira a diffondere conoscenze sanitarie e prevenzione in modo capillare, senza lasciare nessuno escluso. Il direttore generale facente funzioni dell’Asl Bari, Luigi Fruscio, ha aggiunto che l’azienda sanitaria, grazie alle risorse umane e strumentali messe in campo, è pronta a “uscire dalle strutture sanitarie per operare direttamente sul territorio e vicino alle persone che hanno più bisogno”.

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