Emergenza ecologica in Puglia, a causa di animali e parassiti che minacciano sia l’ecosistema marino che quello terrestre. Tra queste, il pesce scorpione orientale, una specie tossica e predatrice proveniente dal Mar Rosso, è stato recentemente avvistato nelle acque di Gallipoli. Questa specie, introdotta attraverso il Canale di Suez, non solo rappresenta un pericolo per l’uomo ma devasta l’equilibrio marino, cibandosi di grandi quantità di pesce.
Allo stesso tempo, altre specie, come il granchio blu, noto come “killer dei mari”, stanno causando gravi danni alla pesca, attaccando allevamenti di vongole e cozze. In campo agricolo, si registra la presenza sempre più frequente di animali e insetti come il parrocchetto monaco, che distrugge mandorleti e frutteti, e la Drosophila Suzukii, un moscerino che colpisce le ciliegie e altri frutti, per terminare con la Xylella che attacca gli ulivi.
Secondo Coldiretti, i principali responsabili di questa situazione sono i cambiamenti climatici e la globalizzazione degli scambi commerciali, che favoriscono la diffusione incontrollata di specie aliene. Le temperature in costante aumento creano condizioni ideali per la proliferazione di queste specie.
Per Coldiretti, è urgente un cambio di passo nelle politiche di prevenzione e gestione delle specie invasive. Serve una task force specializzata e un rafforzamento delle misure di controllo sia a livello comunitario che nazionale. L’agricoltura italiana, sottolinea l’associazione, deve investire in innovazione tecnologica, attraverso l’utilizzo di droni, robot e satelliti, nonché adottare tecniche di genetica green per migliorare la resistenza delle coltivazioni.