Innovazioni sulle malattie dei reni: il contributo del Policlinico di Bari

L'obiettivo primario è aumentare la qualità di vita dei pazienti affetti da disfunzioni renali

Il Policlinico di Bari, guidato dall’insigne nefrologo Professor Loreto Gesualdo, che ricopre anche il ruolo di presidente della Federazione delle società medico-scientifiche Italiane (Fism), ha segnato un importante progresso nella diagnosi precoce delle malattie renali. Grazie all’introduzione di due marcatori specifici, l’albuminuria (con calcolo del Acr) e la creatininemia (Gfr), è stato possibile migliorare significativamente il monitoraggio e la gestione della malattia renale cronica (MRC), con l’obiettivo primario di elevare la qualità di vita dei pazienti affetti.

Il Policlinico di Bari ha intrapreso questa iniziativa innovativa nel 2021, inserendo i test di albuminuria e creatininemia come standard negli esami annuali per oltre 7mila lavoratori esaminatiogni anno. Questo approccio ha permesso di identificare la MRC nel 3,8% degli individui esaminati, evidenziando l’efficacia di questi marcatori nel rilevare i segni precoci di danno renale e monitorare la progressione della malattia.

L’importanza di queste innovazioni diagnostiche è stata sottolineata durante la Giornata mondiale del rene, celebrata il 14 marzo, un’occasione per riflettere sull’urgenza di affrontare la crescente prevalenza della malattia renale cronica a livello globale e nazionale. Con il 10% della popolazione mondiale e il 7% degli italiani colpiti da questa condizione, l’introduzione dei test di Acr e Gfr rappresenta una strategia proattiva per identificare la malattia nelle sue fasi iniziali e intervenire tempestivamente.

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