L’inflazione crescente sta mettendo a dura prova il potere d’acquisto delle famiglie pugliesi, influendo pesantemente sulla spesa alimentare. I dati dell’analisi di Coldiretti Puglia, basata su rilevazioni Istat, evidenziano un incremento del tasso di crescita dei prezzi del ‘carrello della spesa’ al +2,6%.
Secondo Coldiretti, il divario tra prezzi di produzione e di consumo si amplia, con un incremento che porta i costi dal campo alla tavola a essere moltiplicati da 3 a 6 volte. In media, una famiglia pugliese spende 464 euro al mese per alimenti e bevande, una cifra tra le più basse in Italia, segno di un marcato contenimento delle spese.
Oltre al danno per i consumatori, i produttori agricoli faticano a coprire i costi di produzione. La situazione è ancora più critica per i prodotti trasformati, dove l’utile dell’agricoltore scende a 1,5 euro, contro i 13,1 euro trattenuti dalla fase commerciale e di trasporto.
Gli squilibri strutturali lungo la filiera agroalimentare penalizzano soprattutto la fase agricola, come sottolineato da Ismea. La logistica e la distribuzione assorbono infatti la quota più elevata del valore finale, lasciando ai produttori margini esigui.
Il web, invece, si posiziona all’ultimo posto con appena il 19% di fiducia, segnalando una preferenza netta per le modalità di acquisto tradizionali.
Per garantire maggiore chiarezza sull’origine dei prodotti, Coldiretti ha lanciato la campagna ‘No fake in Italy’, chiedendo una legge europea che renda obbligatoria l’indicazione dell’origine su tutti i prodotti alimentari in commercio. La raccolta firme, promossa nei mercati contadini e online con l’hashtag #nofakeinitaly, punta a tutelare i consumatori e sostenere i produttori locali.