La morte di Antonio Caggianelli, ballerino e coreografo di 33 anni originario di Bisceglie, avvenuta in Arabia Saudita, resta sotto indagine. Il gip di Roma ha infatti respinto per la seconda volta la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero, mantenendo aperto il fascicolo che riguarda il tragico incidente in cui Caggianelli perse la vita insieme a due colleghi italiani. La tragedia, che ha sollevato numerosi interrogativi, impone alle autorità italiane di proseguire le ricerche per chiarire le dinamiche e le eventuali responsabilità coinvolte.
Seconda richiesta di archiviazione respinta
Il rigetto della richiesta di archiviazione rappresenta un nuovo sviluppo nel caso. La decisione arriva dopo che, già a maggio, il giudice per le indagini preliminari aveva ordinato ulteriori indagini, accogliendo la prima opposizione presentata dai legali della famiglia di Caggianelli. Gli avvocati Tommaso Cimadomo e Leonardo Chiapperini avevano contestato la mancanza di giurisdizione italiana, convincendo il gip a proseguire nell’indagine e a coinvolgere la magistratura saudita. Tuttavia, la mancanza di collaborazione con le autorità di Riyad ha bloccato i progressi investigativi, spingendo il pm a presentare una nuova istanza di archiviazione, nuovamente rifiutata dal giudice italiano.
Il tragico incidente in Arabia Saudita
Caggianelli era in Arabia Saudita come parte di una compagnia di dieci ballerini italiani, invitati per l’inaugurazione di un nuovo teatro. Nel giorno libero, la compagnia aveva organizzato un’escursione nel deserto, accompagnata da alcune guide locali. L’incidente si è verificato durante il rientro dall’escursione: il veicolo su cui viaggiavano Caggianelli e i colleghi Giampiero Giarri e Nicolas Esposto è precipitato in una scarpata, causando la morte di tutti gli occupanti, inclusa una persona del posto. La dinamica esatta dell’incidente e le circostanze che hanno portato allo schianto sono ora al centro delle indagini richieste dal gip.
Nuove indagini con il coinvolgimento della Magistratura saudita
La decisione del gip di Roma punta a ottenere ulteriori dettagli e chiarimenti sul caso. Il giudice ha infatti ordinato di “acquisire per qualunque via informazioni e copia di atti del procedimento presso l’autorità giudiziaria del luogo”, sottolineando l’importanza di tali informazioni per le valutazioni sul caso. Questo passaggio è cruciale per permettere all’Italia di proseguire l’indagine, nonostante la complessità giurisdizionale che impone una collaborazione attiva da parte della magistratura saudita. Al momento, la richiesta di atti e documenti alle autorità saudite è vista come una fase indispensabile per fare chiarezza sulla vicenda e poter concludere il procedimento in modo definitivo.