Il fermo pesca lungo l’Adriatico, iniziato oggi e in vigore fino al 29 settembre, impone il blocco delle attività ittiche per le flotte pugliesi, da Manfredonia a Bari. Nonostante lo stop, i consumatori potranno comunque trovare pesce italiano nei mercati, ma Coldiretti Pesca Puglia consiglia di prestare particolare attenzione alle etichette per verificare l’origine e la qualità del prodotto acquistato.
Il settore ittico pugliese ha un valore di 225 milioni di euro e comprende una flotta di 1.455 battelli, che rappresenta una parte significativa del totale nazionale. Tra i prodotti principali del pescato pugliese vi sono gamberi, scampi e merluzzi, mentre l’acquacoltura si concentra su spigole, ombrine e orate. Tuttavia, Coldiretti sottolinea che circa l’80% del pesce consumato in Italia proviene dall’estero, spesso senza che i consumatori ne siano consapevoli, soprattutto nei ristoranti dove non è obbligatorio indicare l’origine del pesce servito.
Coldiretti Pesca Puglia ha lanciato l’allarme sul fatto che il fermo pesca non deve limitarsi a una restrizione temporale, ma dovrebbe essere uno strumento per proteggere le risorse ittiche nelle loro fasi biologiche cruciali, come la nascita e l’accrescimento dei giovanili. È essenziale garantire la sostenibilità economica delle imprese ittiche coinvolte, oltre a quella sociale, fondamentale per la tenuta delle economie costiere.
Per informare i consumatori e promuovere scelte d’acquisto consapevoli, nei Mercati di Campagna Amica vengono organizzati eventi informativi sui vantaggi del pesce nostrano a miglio zero. Inoltre, Coldiretti raccomanda di verificare sempre l’area di pesca riportata sull’etichetta, che per legge deve indicare la Gsa (General Fisheries Commission for the Mediterranean Subarea). Per i prodotti congelati, è obbligatoria l’indicazione della data di congelamento e, se venduti decongelati, devono essere contrassegnati come tali.