Cinque persone sono state arrestate dalla polizia a Modugno con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, gli arrestati avrebbero cercato di costringere un imprenditore edile a versare 100.000 euro per poter proseguire i lavori di miglioramento della viabilità nei pressi della nuova fermata R.F.I.
Le indagini hanno avuto inizio dopo la denuncia della vittima, supportata dalle dichiarazioni dei suoi dipendenti, i quali hanno descritto con precisione gli episodi estorsivi e riconosciuto gli autori delle minacce. Decisivo è stato anche il contributo delle immagini di videosorveglianza, che hanno permesso agli investigatori della Squadra Mobile di Bari di ricostruire gli eventi.
I fatti contestati risalgono a un periodo compreso tra agosto 2024 e gennaio 2025. Durante questo arco di tempo, gli indagati avrebbero più volte fatto pressione sull’imprenditore, arrivando a intimidire direttamente i lavoratori del cantiere. In un episodio particolarmente grave, uno dei collaboratori della vittima sarebbe stato schiaffeggiato, mentre un escavatore veniva cosparso di benzina con la minaccia di essere dato alle fiamme. Gli arrestati avrebbero anche promesso di tornare con esplosivo se il pagamento non fosse stato effettuato.
Questi elementi hanno portato il giudice ad accogliere pienamente le richieste della Procura, contestando agli indagati l’aggravante del metodo mafioso. Secondo gli investigatori, i soggetti coinvolti sarebbero legati al clan Capriati, una delle organizzazioni criminali storicamente attive a Bari e nei comuni limitrofi.
Le operazioni della polizia rappresentano un importante colpo alla criminalità organizzata locale, sottolineando l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine nella lotta contro le estorsioni.