La Puglia rafforza la sua leadership nel settore dell’agricoltura biologica, registrando numeri che confermano un trend in costante ascesa. Secondo Coldiretti Puglia, la superficie agricola destinata alle coltivazioni bio ha raggiunto quota 311mila ettari, rappresentando il 23,9% del totale regionale. Un dato che avvicina significativamente la regione all’obiettivo del 25% previsto dalla Strategia europea “Farm to Fork” da raggiungere entro il 2030.
Un ruolo centrale in questa crescita lo rivestono i mercati contadini, sempre più protagonisti della filiera corta: in Puglia un farmers market su due propone prodotti biologici, e per molti cittadini l’acquisto diretto dal produttore è diventato il canale privilegiato per la spesa quotidiana. Secondo un’indagine Ismea, la fiducia nel produttore e nella sua azienda è il primo criterio nella scelta del banco bio al mercato, superando persino la comodità dei supermercati e dei negozi specializzati.
In parallelo, i dati sui consumi segnalano un aumento del 3% nella grande distribuzione, con un picco di attenzione riservato all’ortofrutta, che rappresenta il 42,8% della spesa biologica domestica. A seguire, nella classifica dei prodotti più acquistati, compaiono pasta fresca, uova, formaggi, olio e miele. Il valore delle vendite nei mercati contadini e rionali ha toccato quasi 150 milioni di euro, segno tangibile di un cambiamento nelle abitudini alimentari e nei criteri di acquisto delle famiglie.
Il comparto biologico pugliese interessa tutti i principali settori agricoli, dall’olivicoltura, che domina con 87mila ettari certificati, ai cereali (oltre 52mila ettari), fino alla viticoltura (quasi 21mila ettari) e agli ortaggi (circa 11mila ettari). A completare il panorama, sono presenti anche tre impianti di acquacoltura biologica, testimonianza di una diversificazione produttiva orientata alla sostenibilità.
L’interesse crescente verso il bio si riflette anche nei comportamenti dei consumatori: uno su cinque consuma regolarmente prodotti biologici ed è disposto a spendere di più per garantirsi qualità certificata. Inoltre, il 13% degli italiani ritiene che nei prossimi anni la spesa per alimenti bio aumenterà ulteriormente, a conferma della direzione intrapresa.
Tuttavia, Coldiretti evidenzia anche l’urgenza di tutelare il settore agricolo bio nazionale da dinamiche di concorrenza sleale. È essenziale, secondo l’organizzazione, rendere operativo il marchio del biologico italiano e creare filiere interamente made in Italy, dal campo alla tavola. Contestualmente, si richiede all’Unione Europea di accelerare sull’attuazione del principio di reciprocità nelle regole per le importazioni, evitando che prodotti biologici coltivati secondo normative meno rigorose possano entrare nel mercato europeo, penalizzando le produzioni locali.
In occasione della Giornata europea del biologico, celebrata il 23 settembre, Coldiretti Puglia ha voluto quindi ribadire la necessità di politiche di valorizzazione più incisive, affinché la crescita del bio non sia solo quantitativa, ma anche qualitativa, consolidando la reputazione del biologico italiano a livello europeo e internazionale.