La città di Bari non subirà lo scioglimento del Consiglio comunale. Il Ministero dell’Interno non ha portato il provvedimento in Consiglio dei ministri, segnando una svolta nell’inchiesta su presunte infiltrazioni mafiose.
Scadeva ieri il termine per la decisione sul possibile scioglimento del consiglio comunale, ma il Ministero dell’Interno ha scelto di non procedere in tal senso. La misura era stata ipotizzata a seguito dell’invio di una commissione del Viminale per verificare eventuali collegamenti tra mafia e amministrazione comunale, dopo gli oltre 130 arresti avvenuti a febbraio scorso nell’ambito dell’operazione ‘Codice Interno’. Tuttavia, il Viminale potrebbe comunque decidere di commissariare due municipalizzate, oltre all’Amtab, già sotto amministrazione giudiziaria per decisione del Tribunale di Bari. Alcuni dipendenti comunali, inoltre, potrebbero subire sanzioni.
A commentare il mancato scioglimento è stato l’ex sindaco e attuale europarlamentare Antonio Decaro, che ha espresso il suo pensiero attraverso i social:
“Il Comune di Bari non è stato sciolto. Sapevamo che non esistevano i presupposti per tale provvedimento, eppure abbiamo subito un linciaggio mediatico. Non parlo di me, ma di Bari e dei suoi cittadini, costretti per quasi un anno a essere associati alla parola ‘mafia’ su giornali, televisioni e social media. Un danno d’immagine che nessuno potrà mai risarcire.”
Decaro ha poi aggiunto che, nonostante l’esito favorevole, non considera questa vicenda una vittoria:
“Questa storia è stata una sconfitta sotto ogni punto di vista. Io stesso, mio malgrado, ne sono stato la causa. Forse qualcuno ha usato questa vicenda per cercare di battermi alle elezioni, sacrificando il nome della città. Intendiamoci, la mafia a Bari esiste e non ho mai avuto paura di dirlo o di affrontarla a viso aperto. Se non è stato abbastanza, chiedo scusa ai baresi. A tutti, tranne a coloro che hanno cercato di trarre vantaggio politico da questa situazione.”
Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha espresso grande soddisfazione per l’esito dell’indagine, parlando di un momento di svolta per la città:
“Abbiamo evitato il peggiore degli scenari, quello dello scioglimento del consiglio comunale. Finalmente Bari torna a guardare al futuro con prospettive di crescita straordinarie. È un giorno di riscatto.”
Leccese ha sottolineato come l’inchiesta avesse gettato un’ombra sulla reputazione della città:
“L’avvio del procedimento aveva messo in discussione l’immagine di Bari, attribuendole ingiustamente l’etichetta di città mafiosa. Ora possiamo finalmente lasciarci alle spalle questa fase difficile e dimostrare il vero volto della nostra comunità.”
L’epilogo della vicenda segna quindi un momento di sollievo per l’amministrazione barese e per i suoi cittadini. Tuttavia, resta l’attenzione su eventuali provvedimenti futuri da parte del Ministero dell’Interno, mentre la città punta a voltare pagina con determinazione.