Con l’avvio dei Poli Sociali Integrati, la Regione Puglia introduce un nuovo modello di assistenza e inclusione per i lavoratori migranti. L’iniziativa si articola in tre macro-aree regionali (Nord, Centro, Sud) e coinvolge le sei province pugliesi attraverso una rete strutturata di sportelli, unità mobili, cohousing e servizi di trasporto dedicati.
12 sportelli sociali fissi, distribuiti così: 5 in provincia di Foggia, 3 tra Bari e BAT, 4 tra Lecce, Brindisi e Taranto. A questi si affiancano 150 posti letto in cohousing, pensati per promuovere l’autonomia abitativa dei lavoratori stagionali e vulnerabili, 7 unità mobili per operare direttamente negli insediamenti informali, 8 navette per il trasporto casa-lavoro e un help desk anti caporalato, operativo nei giorni feriali dalle 9:30 alle 18:00.
Il progetto punta a offrire un supporto concreto nei processi di integrazione attiva, con particolare attenzione ai soggetti a rischio sfruttamento. I Poli operano in sinergia con gli ambiti sociali territoriali, i centri per l’impiego, i distretti socio-sanitari, le prefetture e gli enti locali, integrandosi con i servizi istituzionali esistenti.
Il progetto, già apprezzato a livello europeo, ha contribuito a ridurre sensibilmente la diffusione del caporalato, grazie anche all’azione dell’Ispettorato del Lavoro, delle Prefetture e alla cooperazione tra enti pubblici e privati.
Il programma è pensato per sostenere circa 18.000 migranti regolari nel Sud Italia, di cui 8.000 solo in Puglia, anche nei contesti più fragili come gli insediamenti informali. Vitandrea Marzano, dirigente regionale per le politiche migratorie, ha sottolineato l’importanza di offrire strumenti efficaci contro l’intermediazione illecita e l’esclusione sociale, garantendo accesso ai diritti e partecipazione alla vita democratica del Paese.
Infine, Gianpietro Losapio, direttore del Consorzio Nova, ha ribadito come i Poli Sociali Integrati costituiscano un elemento centrale del programma Su.Pr.Eme. 2, in grado di unire le politiche pubbliche con i bisogni reali dei migranti, intercettandoli direttamente sul territorio e costruendo un ponte tra centro e periferia.