L’aumento della violenza contro la Polizia Penitenziaria nei carceri italiani è un segnale allarmante. Episodi di aggressioni e violenze contro gli agenti sono sempre più frequenti, evidenziando la necessità di un intervento urgente da parte delle istituzioni.
Secondo Domenico Mastrulli, presidente della Confederazione Autonoma Italiana Polizia Penitenziaria (Conaippe), i recenti avvenimenti nelle carceri per adulti di Bari e nei reparti detentivi di Reggio Calabria rappresentano solo gli ultimi di una serie di attacchi verso gli agenti. Anche nel carcere minorile di Bari, noto come Fornelli, si sono registrati episodi di oltraggi, tentativi di aggressione e furti di chiavi da parte dei detenuti. Grazie all’intervento tempestivo degli agenti, molte situazioni sono state contenute, ma la tensione resta alta.
Il 10 settembre, diverse aggressioni fisiche e verbali si sono verificate nel carcere di Bari e nel carcere minorile della città. A Reggio Calabria, due agenti di scorta sono stati aggrediti nei reparti ospedalieri detentivi, riportando lesioni che richiederanno diversi giorni di guarigione. Questi atti di violenza sembrano spesso legati alla frustrazione e alle difficili condizioni di detenzione, ma ciò non giustifica il continuo aumento delle aggressioni, che colpiscono quotidianamente il personale penitenziario.
Mastrulli sottolinea come i poliziotti penitenziari siano ormai vittime di una pressione insostenibile. Con un organico ridotto di circa 20.000 unità rispetto al necessario, gli agenti si trovano costretti a lavorare in condizioni precarie, spesso per turni estenuanti che durano fino a 16 ore consecutive. Inoltre, la mancanza di adeguati strumenti di difesa, come il Taser, peggiora ulteriormente la situazione, lasciando i poliziotti esposti a pericoli costanti. Attualmente, 63.000 detenuti sono gestiti in 210 strutture penitenziarie, tra carceri per adulti e minorili. Mastrulli ha evidenziato che, paradossalmente, i detenuti minorenni tendono a essere più violenti di quelli adulti, con episodi critici segnalati in città come Milano, Torino, Roma e Bari.
Il presidente del Conaippe ha chiesto l’intervento urgente del Governo per affrontare la situazione. Un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), secondo Mastrulli, è necessario per commissariare il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e la Direzione Generale per l’esecuzione penale esterna (DGMC). Solo un’azione più incisiva e nuove regole d’ingaggio potranno garantire una maggiore sicurezza sia per gli agenti che per i detenuti.
Particolarmente preoccupante, secondo Mastrulli, è la situazione nel carcere minorile di Bari, dove gli episodi di aggressione contro la Polizia Penitenziaria stanno diventando sempre più frequenti. Nonostante il tentativo fallito di un singolo detenuto di aggredire un agente, resta il timore di un’escalation della violenza. Le istituzioni, secondo il presidente del Conaippe, non stanno affrontando il problema con la dovuta urgenza.