In Puglia il servizio idrico integrato sarà gestito in forma pubblica attraverso l’affidamento in house ad Acquedotto Pugliese (Aqp). Lo ha stabilito all’unanimità il Consiglio direttivo dell’Autorità idrica pugliese, presieduto dall’on. Toni Matarrelli, con una delibera che segna un passo decisivo nella definizione del modello pugliese di gestione dell’acqua.
La formula dell’in house providing prevede che il servizio venga affidato direttamente a una società a totale controllo pubblico, senza ricorso a gare di appalto. In questo caso, sarà Aqp a gestire in via esclusiva l’intero ciclo dell’acqua – dalla captazione alla distribuzione, dalla depurazione al riutilizzo – sotto il controllo della Regione Puglia e dei Comuni.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione, Michele Emiliano, che ha definito la delibera un atto storico. “Abbiamo definitivamente sancito i risultati del referendum del 2011 – ha dichiarato – garantendo che l’acqua in Puglia sia e resti un bene pubblico, gestito in modo equo e sostenibile”. Emiliano ha sottolineato anche l’importanza di una governance condivisa, pluralista ma concentrata, in grado di valorizzare il ruolo di Aqp come il più grande acquedotto d’Europa.
Secondo il presidente, l’adozione della gestione pubblica diretta rafforza la capacità della Regione di rispondere alle sfide del cambiamento climatico, grazie a una pianificazione strategica e razionale. “Sappiamo cosa vuol dire vivere la scarsità d’acqua. Non torneremo ai tempi dei mercanti dell’acqua”, ha detto Emiliano, evidenziando l’impegno della Puglia come regione leader nella qualità della depurazione e delle acque di balneazione.