Il precariato scolastico in Puglia: tra promesse disattese e nuove manifestazioni

Gli idonei 2020 si mobilitano nuovamente contro un sistema che li lascia in sospeso

Il precariato scolastico in Puglia resta una questione spinosa, in particolare per gli idonei del concorso 2020, che denunciano una situazione ormai insostenibile. Dopo aver manifestato lo scorso 18 ottobre davanti all’Ufficio scolastico regionale (Usr), i docenti continuano a rivendicare il rispetto dei propri diritti, lamentando l’assenza di risposte concrete. Una nuova mobilitazione è prevista per il 23 dicembre, con l’obiettivo di ottenere l’assegnazione dei posti vacanti.

La questione ruota attorno ai 39 posti ancora disponibili nella regione, su un contingente complessivo di 2.181 posti previsti dal concorso Pnrr 1. La scadenza del 10 dicembre 2024 per la pubblicazione delle graduatorie si avvicina rapidamente, ma il Comitato Idonei 2020 Puglia definisce la situazione “critica”, sottolineando che i numeri non rispecchiano le aspettative.

Non solo: la Puglia si distingue negativamente a livello nazionale per il limitato scorrimento delle graduatorie GM2020, fermo a un modesto 3,21%, con appena 70 posti assegnati al 29 agosto scorso. Gli idonei richiamano la promessa fatta dal direttore generale dell’Usr Puglia durante un flash mob il 30 agosto: redistribuire i posti residui delle graduatorie Pnrr agli idonei 2020-GM2022. Tuttavia, questa promessa non si è concretizzata, aumentando la frustrazione di chi attende una stabilizzazione professionale.

A peggiorare il quadro, il concorso Pnrr 2 ha portato a una distribuzione ritenuta “sproporzionata” per la regione. Sono stati banditi 839 posti per la scuola secondaria e 290 per l’infanzia e primaria, rispettivamente il 7,9% e il 3,5% del totale nazionale. Per il Comitato, questi numeri rappresentano un’ulteriore penalizzazione per una regione già in difficoltà, caratterizzata da graduatorie sature e scorrimenti estremamente lenti.

Un ulteriore nodo riguarda l’applicazione dell’Allegato A del Dm n. 158 del 31 luglio 2024, che prevede l’utilizzo delle graduatorie solo nei limiti delle capacità assunzionali residue. Il Comitato contesta l’interpretazione restrittiva della norma, sottolineando che posti vacanti sono disponibili, e bloccare le assunzioni rappresenterebbe una violazione della normativa.

Gli idonei si dichiarano determinati: “Non siamo numeri, ma professionisti che hanno conquistato il loro posto con sacrificio e merito. Non possiamo accettare che il nostro futuro venga ignorato”. La manifestazione del 23 dicembre sarà un’occasione per ribadire che la Puglia ha diritto a un sistema equo e trasparente. Concludono: “Confidiamo che le istituzioni ascoltino la nostra voce e traducano le promesse in azioni concrete”.

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