Prima che si accendano le luci sul palco, dietro uno spettacolo teatrale c’è un lavoro nel quale esigenze artistiche e scelte tecniche devono procedere nella stessa direzione. Un testo, la visione della regia, i tempi della recitazione e lo spazio scenico contribuiscono a definire ciò che il pubblico vedrà e ascolterà.
In questo processo, illuminazione, suono, video e scenografia non rappresentano semplicemente elementi tecnici da aggiungere quando lo spettacolo è già stato definito. Possono diventare parte integrante del linguaggio dell’opera e devono quindi essere progettati in funzione di ciò che si vuole portare in scena.
È con questa impostazione che opera ARS Technologies, realtà pugliese specializzata nella progettazione e nella gestione tecnica di eventi e spettacoli. «Quando affrontiamo un’opera non partiamo dal numero di fari, dalle casse o dagli schermi che possiamo mettere a disposizione», spiega Samuele Martucci, responsabile organizzativo di ARS Technologies. «Partiamo dallo spettacolo, da quello che la regia vuole raccontare e dall’effetto che si vuole ottenere sul pubblico, poi studiamo insieme la soluzione più adatta per luci, audio e video».
Dalla progettazione alle prove, fino alla messa in scena
Nel teatro ogni intervento tecnico deve trovare il proprio spazio senza interferire con la recitazione. La luce può modificare profondamente la percezione della scena, il suono deve essere efficace senza diventare invasivo e gli eventuali contenuti video devono inserirsi nel racconto mantenendo la stessa coerenza degli altri elementi.
Per arrivare a questo risultato, il lavoro tecnico comincia prima dell’allestimento vero e proprio.
«Il nostro obiettivo è arrivare a un prodotto finito», continua Martucci. «Facciamo uno studio delle luci, dell’audio e del video e poi mettiamo insieme tutte le componenti in funzione dell’opera e della sala che la ospita».
Il confronto con produzione e regia permette quindi di definire inizialmente il progetto, che viene poi verificato e perfezionato durante le prove. Durante la rappresentazione, invece, entra in gioco la gestione operativa: cambi scena, interventi tecnici e tempi devono essere eseguiti con precisione e accompagnare ciò che accade sul palco.
In uno spettacolo dal vivo l’affidabilità assume inoltre un peso particolare. Una scena non può essere interrotta e ripetuta a causa di un inconveniente tecnico. Da qui l’attenzione riservata da ARS Technologies non soltanto al funzionamento delle attrezzature, ma anche alla qualità estetica dei materiali, all’ordine dell’allestimento e alla presenza dei tecnici nelle aree visibili agli spettatori.
Castelli e velieri sul palco: le possibilità della scenografia digitale
Uno degli ambiti nei quali le nuove tecnologie hanno ampliato maggiormente le possibilità a disposizione di registi e produzioni è quello scenografico.
Schermi led, proiezioni e contenuti video possono affiancare gli elementi tradizionali e consentire di realizzare ambientazioni anche molto articolate senza dover necessariamente ricorrere, per ogni scena, a strutture fisiche di grandi dimensioni.
«Ci è capitato di ricreare digitalmente castelli, velieri e altre ambientazioni, adattandole allo sfondo e agli elementi scenici previsti dall’opera», racconta Martucci. «Non significa sostituire la scenografia tradizionale, ma avere uno strumento in più che può essere utilizzato quando è coerente con il progetto».
Il digitale, quindi, non elimina legno, tela o strutture fisiche. Può invece lavorare insieme a questi elementi, offrendo ulteriori possibilità creative e rendendo più rapidi alcuni cambi di ambientazione.
C’è poi un aspetto particolarmente rilevante per le produzioni itineranti. Quando lo stesso spettacolo deve essere rappresentato in sale diverse, una componente scenografica digitale può risultare più semplice da trasportare e, soprattutto, può essere rimodulata in funzione delle dimensioni e delle caratteristiche del nuovo spazio.
Rimane però un principio preciso: la presenza di una tecnologia non rappresenta di per sé una ragione sufficiente per utilizzarla. Schermi, proiezioni e contenuti digitali acquistano senso quando contribuiscono effettivamente alla narrazione e al risultato ricercato dalla regia.
Lo spettacolo resta lo stesso, il teatro cambia
Portare un’opera in tournée significa confrontarsi ogni volta con uno spazio differente.
Da un teatro all’altro possono cambiare le dimensioni del palco, le distanze, i punti di appendimento, la posizione degli spettatori e le attrezzature già disponibili. Il progetto costruito inizialmente non può quindi essere semplicemente trasferito da una sala all’altra senza modifiche.
La sfida consiste nell’adattarlo mantenendo riconoscibile l’identità dello spettacolo.
È in questa fase che assume particolare importanza il confronto con compagnie, teatri, associazioni e soggetti che organizzano le stagioni, rapporto seguito sul piano commerciale da Riccardo Tisbo, socio e responsabile commerciale di ARS Technologies.
«Chi porta in scena un’opera può avere una visione molto precisa di quello che vuole ottenere, ma non sempre conosce quali soluzioni tecniche permettano di realizzarla nel modo migliore», spiega. «Il nostro compito è tradurre quell’idea in un progetto concreto e adattarlo allo spazio che ci ospita».
Un progetto unico per far dialogare tecnica e regia
Avere un unico riferimento per audio, illuminazione, video e allestimento permette infine di affrontare queste componenti come parti dello stesso spettacolo, anziché come elementi progettati separatamente e riuniti soltanto durante il montaggio.
Il lavoro di ARS Technologies si sviluppa così lungo l’intero percorso della produzione: dalla comprensione iniziale delle intenzioni artistiche alla progettazione tecnica, dalle prove all’adattamento alla sala, fino alla gestione della rappresentazione. La tecnologia diventa così uno degli strumenti attraverso cui costruire il racconto scenico, mantenendo in relazione ciò che accade sul palco, lo spazio che lo ospita e l’esperienza del pubblico.
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