TAR annulla le revoche contro quattro vigili di Bari: rapporti mafiosi non provati

Il Tribunale amministrativo accoglie i ricorsi: annullate le decisioni del prefetto su presunti legami con clan criminali, in attesa dei prossimi verdetti

Le revoche della qualifica di agente di pubblica sicurezza per quattro vigili urbani di Bari sono state annullate dal Tar Puglia, che ha accolto i ricorsi presentati dagli interessati contro i decreti firmati dal prefetto Francesco Russo. I provvedimenti erano stati emessi nel 2024, in seguito agli accertamenti della Commissione d’accesso antimafia inviata dal Ministero dell’Interno al Comune di Bari, dopo il blitz “Codice interno”.

Il caso era nato da un episodio in cui due vigilesse si sarebbero rivolte a un esponente del clan Palermiti di Japigia, chiedendo un intervento per far fronte a minacce ricevute da un cittadino precedentemente multato. Questo evento ha dato il via a una verifica a tappeto sulle relazioni familiari e amicali degli agenti della Polizia Locale, portando all’individuazione di nove dipendenti ritenuti “a rischio” di contiguità con ambienti criminali.

Sulla base di queste informazioni, a marzo il prefetto aveva disposto trasferimenti d’ufficio per i nove agenti, seguiti dalla revoca del titolo di agente di pubblica sicurezza. Questo provvedimento li privava della possibilità di portare l’arma d’ordinanza e comportava una riduzione delle loro funzioni operative. In uno dei casi, il Ministero dell’Interno aveva anche disposto una sospensione di tre mesi per una vigilessa coinvolta in un procedimento giudiziario ormai prescritto.

Tuttavia, il Tar ha evidenziato che i presunti rapporti con la criminalità organizzata erano fondati su indizi generici e non verificati. Secondo i giudici amministrativi, nessuno dei quattro ricorrenti aveva perso i requisiti previsti dall’articolo 5 della legge 65/1986, che consente la revoca della qualifica solo in presenza di gravi condanne penali, misure di prevenzione o destituzioni dai pubblici uffici.

Nella sentenza si legge che le motivazioni dei provvedimenti prefettizi erano prive di elementi concreti, non chiarivano come le relazioni contestate avessero compromesso l’imparzialità o il comportamento professionale degli agenti.

Le decisioni del Tar riguardano solo quattro dei nove vigili locali coinvolti nella relazione della Commissione prefettizia. Per loro, le revoche e le sospensioni sono state annullate, con compensazione delle spese processuali. I ricorsi degli altri cinque agenti saranno esaminati nei prossimi mesi.

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