Individuare il disagio psicologico nei pazienti oncologici in modo tempestivo e sistematico per migliorare la qualità dell’assistenza e del percorso terapeutico. È questo l’obiettivo del nuovo strumento di screening sperimentato dall’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari (IRCCS), il cui studio è stato pubblicato su Supportive Care in Cancer, una delle riviste internazionali più autorevoli in ambito oncologico.
Un test per ascoltare il paziente oltre la diagnosi
Il test consiste in un questionario strutturato, per la prima volta tradotto in lingua italiana, in grado di rilevare precocemente il distress psicologico, ovvero quella condizione di disagio emotivo e psicosociale spesso trascurata nei percorsi di cura standard. Il questionario indaga ansia, depressione, problemi familiari, fisici e relazionali, fornendo così uno strumento utile per una presa in carico integrata del paziente.
Su un campione di 240 pazienti oncologici valutati durante la sperimentazione, circa il 50% ha evidenziato livelli di disagio clinicamente significativi, confermando la necessità di inserire la dimensione psicologica nel trattamento oncologico fin dalle prime fasi.
Un nuovo approccio alla cura: la persona al centro
“La presa in carico del paziente oncologico non si limita più ai soli aspetti fisici della malattia”, ha sottolineato Alessandro Delle Donne, Commissario Straordinario dell’Istituto, “ma comprende oggi anche la salute emotiva, che incide profondamente sulla qualità della vita e sull’adesione ai trattamenti”.
L’iniziativa conferma la vocazione dell’IRCCS barese a promuovere una medicina centrata sulla persona, attraverso modelli di cura multidisciplinari e innovativi. L’integrazione dell’assistenza psicologica nei percorsi clinici ordinari rappresenta uno strumento strategico per la prevenzione del disagio e il miglioramento complessivo della risposta terapeutica.