La notte tra il 25 e il 26 ottobre, la Polizia penitenziaria ha sventato un tentativo di contrabbando all’interno del carcere di Turi, dove un gruppo di detenuti è stato colto in flagrante mentre cercava di recuperare un pacco proveniente dall’esterno. Il contenuto, recuperato dagli agenti dopo che il carico si era incastrato, includeva hashish, cocaina e cinque telefoni cellulari completi di accessori.
L’episodio, avvenuto in una zona dell’istituto che si affaccia su una strada pubblica, è stato denunciato dal Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe), che ha colto l’occasione per riportare l’attenzione sulle difficili condizioni operative del personale all’interno della struttura. Secondo quanto dichiarato dal sindacato, la struttura penitenziaria di Turi soffre un tasso di sovraffollamento del 150%, aggravando ulteriormente la gestione della sicurezza.
La denuncia del Sappe si concentra non solo sull’evento in sé, ma anche sul fenomeno sempre più frequente del contrabbando di oggetti proibiti nelle carceri italiane, che oggi si avvale anche dell’uso di droni per il lancio di pacchi dall’alto. La tecnologia, in questo contesto, sta diventando uno strumento nelle mani della criminalità organizzata, che tenta in ogni modo di eludere i controlli penitenziari.
Il sindacato ha lanciato un appello all’amministrazione penitenziaria affinché si intervenga urgentemente con l’invio di almeno trenta agenti aggiuntivi e si alleggerisca la pressione sul carcere attraverso lo sfollamento di cinquanta detenuti. “Gli agenti – ha spiegato il Sappe – operano con grande senso del dovere, ma non possono essere lasciati soli di fronte a una criminalità sempre più sofisticata”.
Le richieste del sindacato mettono in luce un problema strutturale che non riguarda solo Turi, ma molte delle strutture detentive italiane, dove il personale, spesso numericamente insufficiente, è costretto a gestire situazioni complesse con strumenti limitati. Il contrabbando di droga e telefoni rappresenta una minaccia costante per la sicurezza e l’ordine interno delle carceri.