“La raccolta è andata avanti comunque, grazie alla forza dei nostri volontari.” Con queste parole si conclude il messaggio diffuso da Avanzi Popolo 2.0, l’associazione barese che ogni settimana si occupa di redistribuire cibo recuperato da mercati, ristoranti e botteghe a chi ne ha bisogno. Una comunità costruita sul mutuo aiuto e sulla fiducia, oggi scossa dal furto del loro principale strumento di lavoro: una cargo-bike utilizzata per le attività di raccolta e consegna nel quartiere Libertà.
A dare l’annuncio del furto sono stati gli stessi volontari, in un post pubblicato sui social. “Oggi siamo costretti a scrivere uno di quei post che non vorremmo mai scrivere”, esordisce il testo. Il furto è avvenuto presso l’Istituto Redentore, dove il veicolo era normalmente custodito. Quando i volontari Christian e Annarita si sono recati sul posto per iniziare la raccolta del sabato, non hanno trovato traccia della bicicletta con cassone annesso. I responsabili della struttura hanno già annunciato che sporgeranno denuncia formale alle autorità competenti.
Non è la prima volta che succede. Il 17 gennaio 2020, infatti, un episodio simile aveva già colpito l’associazione. Allora, i volontari avevano affidato alle piattaforme social lo stesso tipo di appello, non solo per recuperare il mezzo, ma anche per denunciare una cultura che banalizza il furto ai danni di chi opera nel sociale. “La nostra bici fu presa da qualcuno – ricordano – e chiedemmo di non ingrassare il meccanismo della pancia che lascia spazio a troppi luoghi comuni”.
Nel messaggio pubblicato nelle ultime ore, i volontari si rivolgono direttamente a chi ha preso la bici, con toni ironici ma decisi: “Tra le 12:30 e le 14:00 del sabato, ricordatevi di passare da Andrea, Sabino, Giuseppe, Rosaria, Michele, Antonella, Maria e tanti altri. Perché quelli, se fai ritardo, si incazzano più di noi.” Un appello che suona come un invito alla consapevolezza, alla responsabilità verso la rete di relazioni e solidarietà che la bici rappresentava.
L’associazione sottolinea che, nonostante l’amarezza, la raccolta alimentare continuerà. “Preferiamo non caricare il già provato sistema sanitario nazionale di inutili costi. A chi ha rubato la bici, chiediamo solo una cosa: restituitela, perché noi sicuramente sapremmo farne un uso migliore.” Il veicolo era particolarmente utile in vista della conclusione delle attività, prevista a breve per la pausa estiva.
Avanzi Popolo 2.0 ribadisce con forza la propria missione: “Si può rubare una bicicletta, ma non si possono rubare i legami di fiducia che sostengono la nostra comunità”. E questa certezza, più di ogni mezzo materiale, è la vera spinta che permette al progetto di andare avanti.