Le mobilitazioni all’Università di Bari non si fermano. Questa mattina, attivisti e attiviste appartenenti a diverse organizzazioni studentesche hanno invaso i corridoi e gli spazi aperti dell’ateneo, portando avanti azioni dimostrative in sostegno alla Global Sumud Flotilla. Le iniziative, che hanno visto anche l’interruzione delle lezioni e l’occupazione di aule, si sono estese fino all’esterno dell’edificio universitario, trasformando l’intera area in un centro di protesta attiva.
Durante la mattinata, è stato avviato un presidio permanente davanti al Rettorato, organizzato da Udu Bari. A confermarlo è stata la coordinatrice Sahar Locaputo, che ha sottolineato l’intenzione del gruppo di mantenere alta l’attenzione pubblica fino all’assemblea aperta. L’obiettivo delle proteste è sollecitare un intervento politico e istituzionale più deciso sul conflitto in Medio Oriente.
Nel pomeriggio, le manifestazioni si sposteranno in un luogo simbolico della città. Alle ore 18, infatti, è previsto un sit-in davanti alla Prefettura di Bari, aperto anche alla cittadinanza. Secondo quanto dichiarato da Gennaro Cifinelli, presidente dell’associazione Zona Franka, si vuole dare un segnale forte al governo italiano, ritenuto finora troppo attendista rispetto alla questione palestinese: “La popolazione barese – ha affermato – sta prendendo coscienza della gravità della situazione e chiede un cambiamento concreto”.
I cortei studenteschi, svoltisi all’interno dell’università, hanno sventolato bandiere palestinesi e simboli dei gruppi universitari, richiamando l’attenzione su una mobilitazione che assume un significato internazionale. Le proteste, annunciano gli studenti, continueranno per l’intera giornata, e non è escluso che si estendano anche nei prossimi giorni, in base all’evolversi della situazione.