La sicurezza resta una delle principali preoccupazioni per le imprese di Bari. Secondo un’indagine Confcommercio condotta tra agosto e settembre 2026, il 22% dei commercianti intervistati ha già subito una spaccata, mentre il 44% teme di essere colpito nei prossimi mesi.
La rilevazione ha coinvolto 200 attività commerciali e pubblici esercizi del capoluogo pugliese, nell’ambito di un’indagine nazionale su 1.400 imprese. Tra gli operatori baresi già vittime di questi episodi, il 31,7% dichiara di averne subiti almeno due. Nel 77,8% dei casi, i furti con danneggiamento sono avvenuti durante la chiusura dei locali.
Il confronto con il resto d’Italia mostra percentuali più contenute nel capoluogo pugliese. A livello nazionale, infatti, il 34,8% delle imprese dichiara di aver subito una spaccata, mentre il timore di nuovi episodi raggiunge il 49,9%.
A Bari, tuttavia, il 35,9% degli intervistati ritiene che i furti accompagnati da danneggiamenti siano aumentati rispetto al 2025. Si tratta di una percezione espressa dai commercianti, distinta dai dati ufficiali sui reati registrati.
Le preoccupazioni riguardano anche la vivibilità dei quartieri. Il 30,8% delle imprese baresi segnala un peggioramento rispetto al periodo precedente alla pandemia.
Tra chi esprime questa valutazione, il 48,9% indica la microcriminalità e il 37,4% gli atti vandalici. Seguono le carenze nella manutenzione di strade e marciapiedi e nell’illuminazione pubblica, segnalate dal 37,1%, e i problemi legati ai rifiuti e alla pulizia, indicati dal 36,8%.
La presenza delle cosiddette baby gang preoccupa il 46,5% delle attività intervistate, mentre il 36,6% manifesta timori per la mala movida, associata a vandalismi, degrado e insicurezza percepita dai clienti.
Per proteggere le attività, una parte degli esercenti ha già investito in nuove misure di sicurezza. Negli ultimi dodici mesi, il 21,5% delle imprese baresi coinvolte nell’indagine ha sostenuto spese aggiuntive.
Tra chi ha investito, il 68,6% ha installato o potenziato gli impianti di videosorveglianza, mentre il 20,1% ha rafforzato serrande e porte blindate. La spesa media per gli interventi è stata di 3.096 euro.
Gli operatori chiedono anche un sostegno economico: il 98,8% è favorevole a bonus e agevolazioni fiscali per chi investe nella sicurezza, mentre il 98% ritiene necessario rafforzare la protezione di negozi e lavoratori.
Tra le misure considerate più efficaci, il 52,8% degli intervistati indica la videosorveglianza e il 51,4% una maggiore presenza delle forze dell’ordine. Il 37,8% chiede di migliorare l’illuminazione pubblica, mentre il 23,6% propone di rafforzare il servizio del poliziotto di quartiere.
Confcommercio punta a tradurre queste richieste in interventi concreti, attraverso una maggiore prevenzione, incentivi per le imprese e una migliore cura degli spazi pubblici, in collaborazione con le istituzioni.
L’indagine è stata realizzata tramite interviste telefoniche e online. Le domande rivolte alle attività già colpite da una spaccata si basano su 44 casi, mentre quelle sul peggioramento della vivibilità fanno riferimento a 62 imprese.
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