Un’attività investigativa durata diversi mesi ha portato all’esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino di Andria, ritenuto dagli inquirenti coinvolto in episodi di detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti.
Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani su richiesta della Procura della Repubblica, è stato eseguito dagli agenti della Polizia di Stato della Questura di Barletta-Andria-Trani.
Al centro dell’inchiesta figurano diversi quantitativi di hashish recuperati nel corso di interventi effettuati tra dicembre 2025 e maggio 2026. Gli elementi raccolti dagli investigatori avrebbero permesso di delineare un quadro accusatorio relativo a una presunta attività di distribuzione della droga sul territorio.
L’ordinanza è arrivata dopo l’interrogatorio preventivo dell’indagato, svolto il 1° ottobre 2026, nell’ambito del procedimento coordinato dall’autorità giudiziaria tranese.
Oltre due chili di hashish sequestrati durante un precedente arresto
Tra gli episodi esaminati dagli investigatori compare anche un intervento risalente al 20 aprile 2026, quando l’uomo era stato arrestato in flagranza di reato perché trovato in possesso di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente.
In quella circostanza, le forze dell’ordine avevano recuperato 2.037 grammi di hashish, un ritrovamento successivamente valutato insieme agli altri elementi emersi durante l’attività investigativa.
Gli accertamenti erano proseguiti anche nelle settimane successive. Il 5 maggio 2026, infatti, una perquisizione domiciliare eseguita su delega dell’autorità giudiziaria aveva consentito di individuare nell’abitazione dell’indagato ulteriori 63,92 grammi lordi di hashish.
Per quest’ultimo episodio l’uomo era stato denunciato in stato di libertà.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due interventi avrebbero rappresentato ulteriori indizi di una possibile continuità nelle condotte contestate. In particolare, la disponibilità di nuovi quantitativi di stupefacente avrebbe suggerito agli investigatori l’eventuale permanenza di collegamenti utilizzati per procurarsi la sostanza.
Si tratta, tuttavia, di valutazioni investigative che dovranno trovare conferma nelle successive fasi del procedimento penale.
Il ritrovamento della droga sotto una macchina in via Garibaldi
L’episodio dal quale ha preso avvio la ricostruzione investigativa risale al 1° dicembre 2025, quando gli agenti della Squadra Volanti erano intervenuti in via Garibaldi, ad Andria.
Durante il controllo era stato individuato un panetto di hashish, del peso lordo di 415 grammi, nascosto sotto un’automobile parcheggiata lungo la strada.
Inizialmente, non essendo stata accertata la persona alla quale attribuire la disponibilità della sostanza, gli operatori avevano proceduto al sequestro della droga a carico di ignoti.
Le verifiche successive avrebbero però consentito di collegare quel quantitativo all’uomo raggiunto dalla misura cautelare.
Secondo l’ipotesi formulata dagli investigatori, l’indagato si sarebbe trovato nella zona per effettuare una presunta cessione di stupefacente a una persona la cui identità non è stata accertata.
Accortosi della presenza delle forze dell’ordine, avrebbe cercato di sottrarre la droga al controllo nascondendola sul terreno, al di sotto di un veicolo in sosta.
Il tentativo di occultamento, secondo l’accusa, sarebbe stato finalizzato a evitare il ritrovamento della sostanza e a consentire il completamento della presunta operazione di spaccio.
Pedinamenti e accertamenti tecnici per ricostruire i fatti
Un ruolo centrale nell’inchiesta è stato svolto dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile, impegnata in un’attività di approfondimento investigativo coordinata dalla Procura di Trani.
Le verifiche, sviluppate nell’arco temporale compreso tra dicembre 2025 e luglio 2026, hanno previsto l’impiego di differenti strumenti investigativi.
Gli agenti hanno effettuato servizi di osservazione, pedinamenti e accertamenti di natura tecnica, con l’obiettivo di ricostruire le circostanze del ritrovamento avvenuto in via Garibaldi e verificare eventuali collegamenti con gli episodi successivi.
L’insieme degli elementi acquisiti è stato sottoposto all’attenzione dell’autorità giudiziaria, che ha valutato la richiesta di applicazione della misura cautelare.
Il procedimento ha quindi portato all’emissione dell’ordinanza di custodia in carcere, successivamente eseguita dalla Polizia di Stato.
Il procedimento giudiziario e la presunzione di innocenza
La vicenda giudiziaria resta attualmente nella fase delle indagini preliminari. Il provvedimento cautelare non costituisce una dichiarazione di colpevolezza, ma una misura adottata dall’autorità giudiziaria sulla base degli elementi disponibili in questa fase.
Le contestazioni relative alla presunta detenzione e cessione di sostanze stupefacenti dovranno essere sottoposte alle verifiche previste dalla legge, nel rispetto delle garanzie riconosciute alla persona indagata.
L’uomo deve essere considerato innocente fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna, secondo il principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.
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