Ancora caos nei cantieri del Municipio II, monta la protesta del Comitato No Brt

Residenti e commercianti denunciano disagi e mancanza di controlli nei lavori per il Brt, in attesa del Piano Sosta

La situazione nel Municipio II resta tesa e preoccupante, complice l’avvio di nuovi cantieri per la realizzazione del sistema di trasporto pubblico Bus Rapid Transit (Brt). A denunciare l’ennesimo stato di disagio sono i membri del Comitato No Brt – Municipio II, che tornano a farsi sentire con parole dure e senza mezzi termini.

Nonostante l’attesa per il Piano Sosta comunale, la cui presentazione è prevista per venerdì 30 gennaio, il clima tra cittadini e operatori economici del quartiere è carico di preoccupazione e frustrazione. Le segnalazioni si moltiplicano e descrivono una quotidianità complicata da marciapiedi occupati, sicurezza assente e attività penalizzate.

Secondo il Comitato, la gestione degli interventi appare disorganizzata e poco trasparente, mentre i controlli sul rispetto delle normative sarebbero assenti o inefficaci. I cittadini accusano le autorità di non tutelare le esigenze di chi vive e lavora nella zona, sollevando dubbi anche sulla regolarità dei divieti di sosta e sulla legittimità delle installazioni temporanee.

Il disagio va ben oltre la ricerca di parcheggi, estendendosi al timore di un impatto negativo e duraturo sulla sostenibilità commerciale del quartiere. I rappresentanti del Comitato sottolineano come, al termine dei lavori, l’introduzione del Brt possa stravolgere la viabilità, generando nuove criticità per i flussi di traffico e per l’accessibilità alle attività economiche.

La protesta, sempre più determinata, si estende anche al piano comunicativo: l’uso dei social network da parte del Comitato rappresenta uno strumento per mantenere alta l’attenzione, denunciare pubblicamente le criticità e stimolare l’intervento delle istituzioni.

La presentazione del nuovo Piano Sosta potrebbe rappresentare un momento decisivo, ma la sfiducia nei confronti delle istituzioni appare ormai radicata. I cittadini chiedono risposte chiare, tempi certi e soprattutto una maggiore attenzione alle condizioni reali in cui si trovano a convivere quotidianamente con i cantieri.

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