Il fenomeno delle aggressioni nei confronti degli operatori sanitari continua a rappresentare una criticità nelle strutture ospedaliere e nei servizi territoriali della provincia di Bari. Nel corso del 2025 sono state registrate 160 segnalazioni di episodi di violenza ai danni del personale sanitario, un dato superiore a quello dell’anno precedente e che conferma l’attenzione crescente verso un problema ormai diffuso a livello nazionale.
Secondo le informazioni diffuse dalla Asl Bari in occasione della Giornata nazionale dedicata alla prevenzione della violenza contro gli operatori sanitari e socio-sanitari, una parte consistente degli episodi si concentra nel capoluogo: circa il 40% delle segnalazioni proviene infatti dal territorio del Comune di Bari. L’aumento rispetto al 2024, quando i casi erano stati 130, viene interpretato anche come il risultato di una maggiore consapevolezza tra gli operatori e di una più ampia applicazione delle procedure interne di segnalazione.
Dal punto di vista delle modalità con cui si manifesta la violenza, la componente verbale rimane la più diffusa. Nel 2025 oltre il 70% degli episodi segnalati riguarda insulti, minacce o comportamenti aggressivi di tipo verbale. Tuttavia, una quota significativa presenta anche aspetti più gravi: più del 20% dei casi include aggressioni fisiche o situazioni miste, dove alla violenza verbale si aggiungono contatti o azioni violente.
Le conseguenze per il personale sanitario non sono soltanto fisiche. Se nel 2024 il 22,3% degli operatori coinvolti aveva ricevuto una prognosi medica, nel 2025 questa percentuale è scesa al 16,3%. Nonostante ciò, il numero complessivo dei giorni di assenza dal lavoro è aumentato, passando da 159 a 204 giornate complessive. Un segnale che evidenzia come le aggressioni possano avere effetti prolungati anche quando non determinano lesioni gravi. Inoltre, nel 10% degli episodi segnalati nel 2025 è stato rilevato anche un impatto psicologico, indice di una maggiore attenzione verso le conseguenze emotive e mentali degli attacchi subiti dal personale.
Un altro elemento significativo riguarda il profilo delle vittime. I dati mostrano come le donne rappresentino la maggioranza degli operatori coinvolti negli episodi di violenza. Nel 2024 la percentuale aveva raggiunto il 70,8%, mentre nel 2025 si è attestata al 63,8%, un valore comunque in linea con le statistiche nazionali elaborate dall’Inail. Tra le categorie professionali più esposte figurano medici e infermieri, ovvero il personale che più frequentemente entra in contatto diretto con pazienti e familiari.
La maggior parte degli episodi di aggressione proviene proprio da utenti del sistema sanitario. Nel 2025 l’81,9% dei casi è stato attribuito a pazienti, parenti o altre persone presenti nelle strutture sanitarie, una percentuale leggermente inferiore rispetto all’87% registrato l’anno precedente. Rimane invece stabile la quota di aggressioni tra colleghi, che oscilla tra il 9 e il 10% delle segnalazioni complessive.