Le nuove tecnologie di videosorveglianza introdotte a Bari hanno portato alla luce un numero impressionante di comportamenti illeciti legati all’abbandono di rifiuti. In soli 30 giorni di attività, dal 3 agosto al 2 settembre, le 11 postazioni mobili del sistema “Multivideo Trappola” hanno permesso di documentare ben 800 episodi di abbandono. Si tratta di un sistema all’avanguardia che utilizza intelligenza artificiale spiegabile (X.A.I.) per individuare e registrare le violazioni ambientali.
Il servizio, attivo in via sperimentale per un anno, si basa su telecamere ad alta risoluzione con visione notturna, ottica varifocale e registrazione continua. Ogni postazione può includere 3 o 4 fotocamere, capaci di coprire l’area da più angolazioni, garantendo così una ricostruzione completa dell’accaduto. Inoltre, la raccolta dei dati avviene in forma criptata e conforme alla normativa sulla privacy, rispettando sia il GDPR sia il decreto legislativo 196/2003.
I dispositivi, resistenti a condizioni climatiche estreme, sono posizionati in aree strategiche individuate in sinergia tra la ripartizione Ambiente, la Polizia Locale e Amiu. La loro funzione è non solo repressiva ma anche preventiva, soprattutto nei quartieri più critici o in quelli dove la collaborazione dei cittadini è carente.
Nel periodo osservato, 501 episodi sono stati causati da persone a piedi e 295 sono stati ricondotti a veicoli, grazie all’identificazione delle targhe. Le immagini prodotte, spesso da diverse prospettive, hanno consentito di individuare chiaramente i trasgressori, che verranno perseguiti secondo la legge.
Secondo quanto dichiarato dall’assessora al Clima, Ambiente e Transizione ecologica, Elda Perlino, il sistema sta già producendo risultati concreti. Le fototrappole hanno immortalato abbandoni di sacchetti, mobili, materiali edili e ingombranti in varie zone della città, comprese aree rurali e periferiche. La Perlino ha anche ribadito l’importanza della collaborazione dei cittadini: «Serve il contributo di tutti per tutelare l’ambiente e il decoro urbano».
Un episodio rilevante è stato registrato nel quartiere Japigia, dove il nucleo Ecologia della Polizia Locale ha scoperto un notevole quantitativo di rifiuti provenienti da un’impresa edile, abbandonati nei pressi di cassonetti stradali. Il dipendente responsabile è stato denunciato ai sensi dell’articolo 255 del Codice dell’ambiente, che prevede fino a due anni di arresto o sanzioni fino a 27.000 euro. I rifiuti sono stati recuperati da Amiu, che addebiterà i costi all’impresa.
L’intervento tempestivo delle autorità ha evitato che i costi di smaltimento ricadessero sulla collettività. A questo proposito, l’assessora alla Vivibilità urbana e Protezione civile, Carla Palone, ha evidenziato come le nuove tecnologie siano un supporto fondamentale per il lavoro del nucleo antidegrado della Polizia Locale: «Le regole vanno rispettate e chi inquina pagherà».
Il sistema di rilevamento utilizza un algoritmo avanzato capace di analizzare l’intero fotogramma, superando così i limiti delle tradizionali fototrappole. Ogni pacchetto di dati inviato alla Polizia Locale contiene video e fotogrammi selezionati, compresa l’intera sequenza dell’atto illecito: dall’arrivo del soggetto, all’abbandono del rifiuto, fino alla ripartenza.
Le telecamere saranno ricollocate periodicamente su tutto il territorio urbano e rurale della città, rendendo il sistema di sorveglianza itinerante ed efficace su larga scala. La presenza di cartellonistica informativa in prossimità delle aree videosorvegliate assicura il rispetto della trasparenza, come previsto dalle norme sulla privacy.