Contrariamente a quanto riportato in precedenza, la ASL ha completato un significativo restyling del perimetro interno dell’ex CTO. L’asfaltatura è stata completamente rifatta, e per facilitare la mobilità delle persone con disabilità è stato creato un parcheggio riservato, chiuso da una sbarra e dotato di servizio di guardiania. Sono stati anche puliti e sistemati gli spazi verdi, le aree di passaggio e le caditoie, oltre alla realizzazione di sistemi di drenaggio per l’asfalto. Gli interventi hanno migliorato l’accesso e la fruizione delle aree di parcheggio, con un aumento dei posti riservati ai disabili e l’assegnazione di spazi per i mezzi aziendali. La segnaletica orizzontale è stata rinnovata e quella verticale integrata.
Le richieste di porte automatiche e di un nuovo ingresso, secondo quanto riferito, non rispecchiano la situazione reale. L’edificio ex CTO è soggetto a vincoli imposti dalla Soprintendenza dei beni architettonici, il che rende impossibili interventi strutturali di questo tipo. Va inoltre sottolineato che già esistono due ingressi senza barriere architettoniche, uno su via Adriatico e l’altro adiacente al parcheggio per disabili.
La fotografia pubblicata, che mostrava una scala inutilizzata, ritraeva una parte dell’edificio non accessibile al pubblico, situata sul retro dell’ex CTO in un’area giardino, dalla quale è vietato l’accesso alla struttura.
Infine, in merito alla piscina, è importante ricordare che dal DPCM del 29 novembre 2001, le prestazioni riabilitative in acqua sono state escluse dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), e quindi non rientrano nei servizi obbligatori offerti dal sistema sanitario pubblico.
