La campagna vaccinale 2025 del Policlinico di Bari ha preso il via questa mattina, partendo dalle unità operative di cardiologia e pneumologia, situate nel padiglione Asclepios 3. L’iniziativa, sviluppata in modalità “on site”, mira a facilitare l’adesione del personale sanitario e a proteggere i pazienti più vulnerabili, portando la somministrazione direttamente nei reparti ospedalieri.
L’obiettivo dichiarato è quello di coprire circa 7.000 tra medici, infermieri, specializzandi, studenti di medicina e operatori sanitari dell’intero Policlinico e dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII. Il direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria barese, Antonio Sanguedolce, ha sottolineato l’importanza della vaccinazione: «Un gesto semplice ma fondamentale per garantire sicurezza, continuità assistenziale e tutela della salute». Sanguedolce stesso si è sottoposto alla vaccinazione nel punto allestito presso la sala di accoglienza della cardiologia.
A rendere ancora più urgente l’intervento è il bilancio della scorsa stagione influenzale. Il professor Silvio Tafuri, responsabile della Control room aziendale e docente di igiene all’Università di Bari, ha ricordato che l’ondata influenzale precedente è stata tra le più aggressive degli ultimi vent’anni. Secondo le stime, circa 16 milioni di italiani sono stati colpiti da virus respiratori nel 2024, un dato che impone un rafforzamento delle misure preventive. «In questo momento – ha spiegato Tafuri – il Covid-19 rappresenta la causa prevalente delle infezioni respiratorie». Il professore ha inoltre evidenziato come il Policlinico di Bari si distingua a livello nazionale per l’alto tasso di adesione alla vaccinazione da parte del personale sanitario, frutto di una solida organizzazione interna e di una cultura condivisa della prevenzione.
Nei prossimi giorni, la campagna si estenderà anche agli studenti dei corsi di laurea in Medicina e nelle Professioni sanitarie, nonché ai pazienti ricoverati e ambulatoriali. La scelta di attuare la somministrazione direttamente nei reparti si inserisce in una strategia volta a ridurre le barriere logistiche e a promuovere una maggiore partecipazione alla profilassi vaccinale.