I 197 lampioni del lungomare di Bari, che adornano i tre chilometri di strada dalla zona portuale alla spiaggia di Pane e Pomodoro, rappresentano uno dei simboli più riconoscibili della città. Realizzati in ghisa nera e installati durante la costruzione del lungomare negli anni ’30 su iniziativa di Araldo di Crollalanza, questi lampioni furono successivamente restaurati e riprodotti grazie al lavoro dell’Officina Fonderia F. Corazza.
Durante una cerimonia ufficiale, è stata svelata una targa dedicata al commendatore Francesco Corazza, fondatore dell’azienda che ha realizzato questi iconici candelabri. La targa è stata posizionata nei pressi della spiaggia di Pane e Pomodoro, alla fine del lungomare monumentale. Presenti alla celebrazione, il sindaco Vito Leccese, Elena Corazza – figlia del commendatore – e altri familiari.
Il sindaco ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa per la valorizzazione della storia cittadina, dichiarando: “I lampioni monumentali del lungomare rappresentano un elemento identitario di Bari. Essere riusciti a riprodurre, con creatività tutta levantina, il candelabro tipico che illumina il Lungosénna ha rafforzato l’immagine di Bari come la ‘Parigi del Sud’”. Leccese ha inoltre ricordato come la Bari moderna, nata con Gioacchino Murat, abbia vissuto una continua crescita culturale e artistica, caratterizzata dalla presenza di quattro teatri storici in un contesto ravvicinato.
Elena Corazza, visibilmente emozionata, ha ringraziato il sindaco e le autorità coinvolte nel riconoscimento: “I nostri candelabri illumineranno sempre il lungomare di Bari, e questo mi inorgoglisce molto”.
La storia dei lampioni del lungomare è affascinante e attraversa momenti di gloria e difficoltà. Costruiti tra il 1929 e la metà degli anni ’30, i lampioni originali vennero rimossi durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il metallo fu requisito per fini bellici. Nel 1949, una sottoscrizione cittadina permise di raccogliere fondi per il ripristino dei primi 21 candelabri, con il completamento degli altri 176 pezzi avvenuto entro il decennio successivo.
A partire dal 1962, i lampioni subirono un restyling, sostituendo le lampade sferiche con quelle cilindriche moderne, mantenendo però intatta la struttura originale. La realizzazione fu affidata ancora una volta all’Officina Fonderia F. Corazza, diretta dal commendatore Francesco Corazza, il cui marchio è tuttora visibile sui basamenti dei lampioni.
Un evento significativo si verificò nella notte di Capodanno del 1980, quando una forte mareggiata colpì il lungomare, spostando blocchi in pietra e distruggendo alcuni dei candelabri. Grazie alla lungimiranza della fonderia Corazza, che conservava il calco originale, fu possibile riprodurre i pezzi danneggiati e restituire al lungomare la sua immagine simbolica.
Oggi, il lungomare di Bari e i suoi lampioni continuano a essere immortalati in fotografie, dipinti e cartoline, testimoniando la grande eredità storica e artistica della città e l’ingegno del commendatore Francesco Corazza.