Turismo pugliese verso la destagionalizzazione e le aree interne

Dalla fiera Btm di Bari nuove strategie regionali per distribuire i flussi durante tutto l’anno e valorizzare territori ancora poco esplorati

La crescita del turismo in Puglia passa da una parola chiave: equilibrio. È su questo concetto che si fonda il nuovo percorso delineato dall’amministrazione regionale, con l’obiettivo di ridisegnare la geografia dei flussi e ampliare il calendario delle presenze oltre i tradizionali mesi estivi. Durante la Btm – Business Tourism Management – in corso negli spazi della Fiera del Levante a Bari dal 25 al 27 febbraio, istituzioni e operatori hanno condiviso una visione orientata a uno sviluppo più sostenibile e distribuito.

Tra gli stand della manifestazione, buyer e professionisti del settore si sono confrontati sulle prospettive del comparto, che negli ultimi anni ha registrato numeri in costante crescita. La presenza del ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha rafforzato il peso istituzionale dell’evento. Il ministro ha evidenziato come la destagionalizzazione rappresenti una leva decisiva per consolidare i risultati raggiunti, sottolineando che l’offerta pugliese risulta ancora fortemente legata al turismo balneare. Secondo quanto illustrato, i nuovi fondi nazionali destinati al settore potrebbero sostenere ulteriormente l’espansione del comparto, favorendo nuovi traguardi in termini di arrivi e presenze.

Parallelamente, il presidente della Regione, Antonio Decaro, ha tracciato le linee guida di un programma che mira a intercettare visitatori anche nei periodi di bassa stagione. L’idea centrale è distribuire i flussi turistici nelle zone interne, spesso escluse dai grandi circuiti, così da alleggerire la pressione sulle località più affollate. Un modello che punta a contrastare l’overtourism e a garantire benefici economici diffusi su tutto il territorio regionale.

Accolto dai rappresentanti delle comunità locali, Decaro ha rimarcato il ruolo strategico degli operatori, definiti il vero motore della crescita turistica pugliese. L’espansione verso mete meno battute non viene interpretata solo come opportunità economica, ma anche come strumento di tutela dei centri maggiormente esposti ai picchi stagionali. Ridurre la concentrazione dei visitatori nei poli principali significa preservare qualità della vita e patrimonio culturale, mantenendo al tempo stesso elevata l’attrattività complessiva della regione.

Un capitolo rilevante riguarda il turismo sostenibile. L’assessora regionale al Turismo, Graziamaria Starace, ha posto l’accento sui percorsi cicloturistici e sui cammini naturalistici che stanno acquisendo crescente popolarità. In questo ambito, la Puglia si propone come destinazione capace di coniugare paesaggio, infrastrutture leggere e rispetto dell’ambiente. L’integrazione tra natura, mobilità dolce e strutture dedicate sta ampliando il target di visitatori interessati a esperienze immersive, favorendo soggiorni distribuiti durante l’intero arco dell’anno.

Anche il Comune di Bari ha presentato le proprie strategie all’interno della Btm. Il capoluogo continua a distinguersi tra le mete più richieste, come confermato dai dati illustrati dall’assessore allo Sviluppo economico, Pietro Petruzzelli. L’amministrazione comunale ha annunciato interventi mirati al potenziamento dei servizi, con particolare attenzione agli infopoint dedicati al trasporto pubblico e all’installazione di nuovi servizi igienici. Le spiagge cittadine, inoltre, saranno progressivamente attrezzate per periodi più lunghi rispetto alla tradizionale stagione estiva, in coerenza con l’obiettivo di estendere la permanenza dei turisti.

L’approccio delineato durante la fiera barese del turismo si configura quindi come un progetto integrato, che coinvolge istituzioni regionali, governo nazionale e amministrazioni locali. Destagionalizzare non significa soltanto attrarre visitatori in mesi diversi dall’estate, ma ripensare l’intera offerta in chiave più ampia e diversificata. Cultura, enogastronomia, itinerari rurali e mobilità sostenibile diventano così tasselli di una strategia unitaria.

Il confronto avvenuto alla Btm ha messo in luce una direzione condivisa: consolidare i risultati già ottenuti e aprire nuove prospettive di crescita. La sfida consiste nel rendere strutturale un modello capace di generare valore economico senza compromettere l’identità dei luoghi. In questo scenario, la collaborazione tra istituzioni e operatori privati si conferma elemento determinante per trasformare le linee guida in azioni concrete.

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