L’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari entra tra i protagonisti della ricerca oncologica internazionale partecipando allo studio clinico Ascent-05, dedicato a una delle forme più aggressive di carcinoma mammario. Il centro barese risulta il primo in Italia a prendere parte alla sperimentazione, che punta a valutare l’efficacia di una nuova strategia terapeutica per il tumore del seno triplo negativo localmente avanzato.
Il trial prevede l’impiego di una terapia combinata che associa un immunoterapico a un anticorpo farmaco-coniugato, una tipologia di trattamento in grado di veicolare il principio attivo direttamente sulle cellule tumorali. L’obiettivo è colpire in maniera più mirata il tumore, riducendo al contempo l’impatto sui tessuti sani e aumentando le possibilità di controllo della malattia.
La sperimentazione è rivolta a pazienti che presentano un tumore del seno triplo negativo in fase avanzata e che, dopo aver ricevuto una terapia prima dell’intervento chirurgico, mostrano un residuo di malattia al momento dell’operazione. Si tratta di un quadro clinico particolarmente complesso, per il quale le opzioni terapeutiche risultano più limitate rispetto ad altre forme di carcinoma mammario.
Il tumore triplo negativo è considerato tra i più difficili da trattare, poiché non esprime i recettori ormonali né la proteina HER2, elementi che in altri casi consentono l’utilizzo di terapie mirate. Proprio per questa ragione, la ricerca di nuove soluzioni rappresenta una priorità nella comunità scientifica internazionale. Lo studio Ascent-05 si inserisce in questo contesto, con l’intento di verificare se la combinazione terapeutica possa migliorare la prognosi e ridurre il rischio di recidiva.
Secondo quanto evidenziato dall’Istituto, il nuovo approccio terapeutico potrebbe segnare un avanzamento significativo nel trattamento di questa specifica tipologia di tumore. L’integrazione tra immunoterapia e anticorpi farmaco-coniugati si fonda su un meccanismo innovativo: da un lato si stimola il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule maligne, dall’altro si utilizza un veicolo molecolare capace di trasportare il farmaco direttamente nel bersaglio tumorale.
La partecipazione del centro barese allo studio internazionale conferma il ruolo dell’Oncologico pugliese nei network di ricerca globale. La collaborazione con istituzioni e centri oncologici di rilievo mondiale consente di offrire ai pazienti l’accesso a terapie sperimentali avanzate, ampliando le opportunità di cura soprattutto per chi non ha ottenuto i risultati attesi con i trattamenti standard.