La Guardia di Finanza di Taranto ha sgominato questa mattina una presunta organizzazione criminale che operava nel traffico internazionale illecito di oloturie, comunemente note come “cetrioli di mare”. L’operazione, che ha coinvolto le province di Bari, Taranto e Brindisi, ha portato all’arresto di 21 persone, di cui 9 in carcere e 12 agli arresti domiciliari.
I finanzieri hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emessa dal gip del tribunale di Taranto su richiesta della Procura. Gli indagati sono sospettati di associazione per delinquere e disastro ambientale. Le indagini, avviate nel 2021 e coordinate dalla Procura di Taranto, hanno rivelato come gli accusati fossero coinvolti in un’organizzazione che catturava e lavorava le oloturie per l’esportazione, determinando la loro graduale scomparsa dal litorale jonico.
L’organizzazione utilizzava autotrasportatori stranieri per spedire il prodotto vivo in Grecia e Turchia. Inoltre, si serviva di ignari operatori di note aziende logistiche per le spedizioni nazionali ed estere del prodotto lavorato ed essiccato. Le oloturie essiccate, molto preziose sul mercato cinese, possono raggiungere un valore di 700 euro al chilogrammo, con punte fino a 3.000 euro.
Questo giro d’affari milionario era già stato scoperto nel 2017 con l’operazione “Deserto Blu”, coordinata dalla Procura della Repubblica. Tale operazione ha posto le basi per il riconoscimento della pesca di frodo come delitto ambientale da parte della Corte di Cassazione, grazie all’applicazione dei cosiddetti “Ecoreati”.
Le Fiamme Gialle della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Taranto, in collaborazione con i militari dei Comandi Provinciali di Taranto e Brindisi, del Gruppo Aeronavale di Taranto, della Stazione Navale di Bari, della Sezione Operativa Navale di Brindisi e con l’ausilio di un elicottero della Sezione Aerea di Bari, hanno concluso questa importante operazione di servizio. L’intervento ha inflitto un duro colpo ai professionisti della “pesca di frodo” e dei “Green Crimes”.