Un ponte digitale per la salute unisce la Puglia al Medio Oriente, grazie al progetto internazionale Salam, che ha preso ufficialmente il via il 29 e 30 gennaio 2026 con un incontro inaugurale presso il Padiglione Asclepios III del Policlinico di Bari. L’obiettivo è ambizioso: garantire cure sanitarie specialistiche alle popolazioni vulnerabili di Libano e Giordania attraverso la telemedicina.
Il Policlinico di Bari è il capofila del progetto “Salam – Social, Sustainable and Inclusive Healthcare Systems in the Med Area”, finanziato nell’ambito del Programma Interreg Next Med con un budget di circa 3 milioni di euro. L’iniziativa coinvolge numerosi partner internazionali, tra cui il Politecnico di Bari, l’Università di Barcellona (Spagna), l’Università di Balamand (Libano), l’Università della Scienza e della Tecnologia della Giordania, insieme a Caritas Libano e Caritas Giordania.
Il fulcro dell’iniziativa è la telecardiologia, un settore strategico in cui la distanza dai centri ospedalieri può fare la differenza tra la vita e la morte. In molte regioni del Medio Oriente, la carenza di specialisti e la difficoltà di accesso ai servizi sanitari di emergenza rappresentano ostacoli ancora insormontabili. Salam si propone di ridurre queste disuguaglianze attraverso l’uso di strumenti digitali e la formazione condivisa, favorendo diagnosi tempestive e trattamenti adeguati anche in contesti remoti o difficili da raggiungere.
Durante il Kick-off Meeting sono stati tracciati gli obiettivi operativi del progetto, che include l’implementazione di piattaforme di telemedicina, lo scambio di competenze tra professionisti sanitari delle diverse aree coinvolte e la realizzazione di percorsi di assistenza integrati e sostenibili. Il ruolo della Puglia, e in particolare del Policlinico di Bari, è centrale nella costruzione di una rete sanitaria che superi i confini geografici e promuova la cooperazione tra sistemi sanitari mediterranei.
La componente tecnologica del progetto si intreccia con quella umanitaria e formativa, con il coinvolgimento diretto di ONG come Caritas, impegnate a garantire che le soluzioni proposte siano realmente accessibili alle comunità locali, anche a quelle più marginalizzate.