Da oggi sui veicoli della cooperativa Taxi Bari comparirà un messaggio ben visibile, pensato per informare i passeggeri e lanciare un segnale chiaro: “non siamo contro il progresso, ma contro l’ingiustizia”. È questo il messaggio che accompagna l’adesione ufficiale dei tassisti baresi allo sciopero nazionale contro l’ingresso di Uber nel trasporto pubblico non di linea, un’iniziativa che ha mobilitato numerose sigle del settore in tutta Italia.
I conducenti contestano le modalità con cui la piattaforma statunitense è entrata nel mercato, accusandola di alterare la concorrenza con pratiche ritenute scorrette e in contrasto con i regolamenti comunali. In particolare, alcuni autisti affiliati a Uber Taxi opererebbero fuori dai parametri normativi, danneggiando la sostenibilità di un servizio essenziale per la mobilità urbana.
La protesta non riguarda soltanto la difesa degli interessi degli operatori, ma anche la tutela dei cittadini. Secondo i tassisti, infatti, l’approccio di Uber nasconde rischi per i consumatori, come la mancanza di chiarezza sui costi e le condizioni del servizio. “Le promozioni iniziali sono solo una facciata – denunciano – il vero prezzo si svela solo dopo, e non sempre conviene”.
La cooperativa Taxi Bari ha spiegato le ragioni dello sciopero attraverso un comunicato ufficiale: “Partecipiamo per proteggere la professionalità costruita in anni di lavoro e rispetto delle regole”. La presenza della multinazionale, secondo il documento, minaccia la stabilità economica di migliaia di tassisti, generando un clima di incertezza che mina la qualità del servizio.
“Non possiamo accettare che la nostra categoria venga dipinta come un freno al progresso”, si legge nella nota conclusiva. L’intento dei manifestanti è chiaro: non si tratta di chiudersi al cambiamento, ma di reclamare un sistema equo, in cui ogni operatore, a prescindere dalle dimensioni, rispetti le stesse regole.