Il ridisegno del litorale sud di Bari prosegue mentre sul piano amministrativo arriva una pronuncia destinata a incidere sul percorso del Lotto 5, quello relativo al cosiddetto parco reticolare. Il tribunale amministrativo regionale per la Puglia ha infatti dichiarato il ricorso presentato dalla società Fa.Ta “in parte irricevibile, in parte inammissibile e comunque infondato”, confermando la validità dei decreti di esproprio emessi da palazzo di città.
Il progetto costa sud, sostenuto da un finanziamento di 75 milioni di euro provenienti dai fondi pnrr, punta a trasformare circa sei chilometri di costa, nel tratto compreso tra Pane e Pomodoro e San Giorgio. L’intervento è articolato in sei lotti funzionali e prevede la creazione di parchi urbani, aree dedicate allo sport, spazi per il tempo libero e luoghi di aggregazione. Tra i cantieri più avanzati figura quello di Torre Quetta, per il quale si ipotizza una prima restituzione delle aree riqualificate alla cittadinanza entro la tarda primavera.
In questo contesto si inserisce la vicenda giudiziaria legata al Lotto 5. Il comune aveva notificato un primo decreto di esproprio nel febbraio 2025, seguito da un secondo provvedimento nel mese di novembre dello stesso anno. Le aree interessate ammontano complessivamente a circa 7mila metri quadrati, porzione di un compendio più ampio di 27mila metri quadrati di proprietà della società ricorrente.
Secondo la tesi dell’azienda, l’amministrazione avrebbe fatto ricorso in modo improprio al piano urbanistico esecutivo e alla variante semplificata prevista dall’articolo 10 della legge regionale 18 del 2019. In particolare, la società sosteneva che tali strumenti sarebbero stati utilizzati per anticipare contenuti propri del futuro piano urbanistico generale, in assenza della valutazione ambientale strategica, alterando così l’ordinato sviluppo della pianificazione territoriale. Ulteriore doglianza riguardava l’esproprio parziale: a giudizio della ricorrente, la porzione residua sarebbe rimasta priva di reale valore economico e funzionale, poiché i terreni avrebbero dovuto essere classificati come verde pubblico con possibilità edificatorie e non come zona agricola o inedificabile.
Il collegio giudicante ha però ritenuto non condivisibili queste argomentazioni. Dall’analisi degli atti depositati è emersa, secondo il tar, l’assenza di profili di irragionevolezza nelle scelte compiute dall’amministrazione durante la fase espropriativa. I giudici hanno evidenziato come, nonostante l’intervento fosse stato descritto dalla società come frammentario e disorganico, la documentazione progettuale restituisca un quadro differente.
La progettazione del parco reticolare è stata definita coerente sotto il profilo urbanistico, con una distribuzione degli spazi tale da lasciare al privato porzioni di suolo autonome dal punto di vista funzionale. Tali aree, secondo quanto rilevato nella sentenza, possono essere valorizzate anche economicamente, soprattutto in considerazione della riqualificazione complessiva di una zona attualmente in larga parte incolta e non fruibile dalla collettività.
La decisione del tribunale amministrativo consolida quindi il percorso intrapreso dal comune per la realizzazione del Lotto 5 e, più in generale, rafforza l’assetto procedurale dell’intero progetto costa sud. Il pronunciamento esclude che vi sia stato uno stravolgimento dell’ordine legale della pianificazione territoriale, respingendo l’idea che il piano urbanistico esecutivo sia stato utilizzato come scorciatoia rispetto al più ampio piano urbanistico generale.
Dal punto di vista amministrativo, la sentenza rappresenta un passaggio significativo: consente di proseguire con maggiore certezza nella trasformazione di un’area strategica per la città, destinata a diventare uno dei principali poli verdi e ricreativi del litorale barese. Sul piano urbanistico, il parco reticolare si inserisce in una visione più ampia di rigenerazione costiera che mira a connettere spazi naturali, percorsi ciclopedonali e nuove funzioni pubbliche.
La riqualificazione della costa sud si configura così come uno degli interventi più rilevanti per il futuro assetto urbano di Bari, con ricadute attese sia in termini ambientali sia sotto il profilo della fruibilità degli spazi pubblici. La pronuncia del tar Puglia, respingendo il ricorso della società Fa.Ta, segna un punto fermo nella complessa fase attuativa dell’opera e contribuisce a delineare il quadro giuridico entro cui proseguiranno i lavori nei prossimi mesi.