Con una lettera firmata dal comitato studentesco e oltre 700 adesioni documentate, gli studenti dell’Istituto Salvemini di Bari dicono no ai doppi turni scolastici. La protesta prende forma in una comunicazione inviata a diverse autorità, tra cui il prefetto, la Città metropolitana, l’Ufficio scolastico regionale e la dirigente scolastica del liceo, in cui gli studenti esprimono la loro ferma opposizione a una soluzione ritenuta inadeguata e penalizzante.
Al centro delle criticità sollevate, l’impatto negativo che i doppi turni avrebbero sulla vita quotidiana degli studenti, in particolare sulle attività extracurriculari e sulla gestione degli spostamenti, soprattutto nelle ore serali. “La frequenza e la sicurezza del trasporto pubblico calano drasticamente dopo una certa ora”, sottolineano nella missiva, “mettendo a rischio la sicurezza degli studenti e rendendo difficoltosi i rientri a casa”. Inoltre, evidenziano l’aumento dello stress e della stanchezza, con inevitabili ricadute sulla concentrazione e sul rendimento scolastico.
La proposta alternativa degli studenti è articolata e si basa su soluzioni già sperimentate da altri istituti, come l’uso di aule in edifici scolastici limitrofi, strutture private o l’installazione di moduli temporanei. In particolare, viene citato il caso della scuola Marconi-Hack, che ha trovato ospitalità in spazi alternativi, permettendo così di evitare i turni pomeridiani. In mancanza di soluzioni immediate, si suggerisce di posticipare l’inizio dei lavori al completamento di quelli già avviati all’interno del complesso Polivalente, per sfruttare temporaneamente gli spazi liberati.
Gli studenti avanzano anche richieste concrete di maggiore trasparenza e coinvolgimento nei processi decisionali, attraverso l’istituzione di una commissione che includa rappresentanti delle istituzioni, della scuola e del corpo studentesco. L’obiettivo è garantire una comunicazione tempestiva e chiara sull’avanzamento dei lavori e sulle scelte organizzative, evitando decisioni calate dall’alto e vissute come penalizzanti.
Per gli alunni che resteranno nella sede principale durante i lavori, viene chiesta una riorganizzazione delle attività di cantiere che non interferisca con il normale svolgimento delle lezioni. In questo senso, gli studenti sollecitano l’adozione di un piano di sicurezza dettagliato, con azioni di prevenzione, monitoraggio e contenimento delle interferenze ambientali che potrebbero compromettere il clima scolastico.
La mobilitazione del Salvemini, quindi, non si limita a una protesta sterile, ma si traduce in una piattaforma articolata di proposte concrete, che punta a tutelare il diritto allo studio e la qualità della vita scolastica durante un periodo critico. Il messaggio lanciato dagli studenti è chiaro: trovare alternative reali e condivise, nel rispetto delle esigenze di chi la scuola la vive ogni giorno.