Con l’arrivo dell’estate e il crescente affollamento delle coste pugliesi, la guardia costiera ha emesso un’ordinanza che vieta l’utilizzo di musica ad alto volume a bordo delle imbarcazioni. La misura si è resa necessaria per arginare il fenomeno delle cosiddette “feste galleggianti”, sempre più frequenti nei tratti di mare tra Gargano e Salento.
Il provvedimento risponde a esigenze di sicurezza, poiché il rumore eccessivo può compromettere la capacità di percepire richiami d’allarme, segnali acustici di altre unità navali o comunicazioni di emergenza via radio, fondamentali per la gestione tempestiva di soccorsi in mare.
Negli ultimi fine settimana, lungo le coste pugliesi si sono moltiplicate le segnalazioni di assembramenti di barche con musica ad alto volume e comportamenti rumorosi, che compromettono non solo la tranquillità dei bagnanti, ma anche le condizioni minime di sicurezza per la navigazione e la balneazione. Questi raduni, spesso improvvisati, trasformano tratti di mare in veri e propri dancefloor galleggianti, con impianti audio ad alta potenza montati a bordo.
La guardia costiera ha sottolineato come tali attività, oltre a disturbare la quiete marina, possano ostacolare gravemente l’ascolto di segnali sonori utilizzati per lanciare richieste di soccorso o indicare situazioni di pericolo imminente. L’obiettivo dell’ordinanza è dunque duplice: tutelare la sicurezza in mare e preservare l’ambiente acustico marino, essenziale anche per la fauna.
L’ordinanza si applica a tutte le unità da diporto nelle acque territoriali pugliesi, vietando la diffusione di musica ad alto volume e ogni altro tipo di attività sonora che possa interferire con la navigazione o con le operazioni di salvataggio. I trasgressori potranno incorrere in sanzioni amministrative, che in alcuni casi potranno prevedere anche il sequestro temporaneo dell’impianto audio.