L’avvio di marzo si preannuncia complesso per chi utilizza quotidianamente il treno in Puglia. La stazione centrale di Bari resterà completamente chiusa per 72 ore, con una sospensione totale della circolazione ferroviaria programmata dal 5 all’8 marzo. L’interruzione, ufficializzata da Rete ferroviaria italiana attraverso i propri canali, coinvolgerà non solo lo scalo principale, ma anche le tratte ferroviarie collegate, incidendo in modo significativo sulla mobilità regionale.
Un nuovo stop dopo mesi di modifiche alla rete
La chiusura di marzo non rappresenta un episodio isolato. Dall’inizio del 2026 la rete ferroviaria che gravita attorno a Bari è interessata da numerose interruzioni e variazioni di servizio, legate a interventi strutturali di ampia portata. Già tra il 14 e il 23 gennaio, la linea Adriatica aveva subito uno stop completo per consentire lavori di potenziamento infrastrutturale nel tratto compreso tra Pescara e Foggia. In quella fase, i cantieri avevano interessato anche manutenzioni su deviatoi e bivi lungo la linea Barletta-Bari, con conseguenze sulla regolarità dei collegamenti.
A febbraio, invece, i disagi si erano spostati su un altro asse strategico. Dal 2 al 15 febbraio la tratta Caserta-Foggia era stata interrotta per l’attivazione di un nuovo segmento dell’alta velocità e alta capacità tra Bari e Napoli. Un intervento che aveva creato difficoltà soprattutto a chi viaggiava tra il capoluogo pugliese e Roma, obbligando molti utenti a rivedere tempi e modalità di spostamento.
Le ragioni della chiusura di Bari centrale
Nel caso dello stop di marzo, la sospensione del traffico ferroviario è legata a interventi di potenziamento tecnologico e infrastrutturale, considerati essenziali per il progetto di raddoppio ferroviario tra Bari Centrale e Bari Parco Nord. Si tratta di lavori che puntano a migliorare la capacità della linea e l’affidabilità del servizio nel medio-lungo periodo, ma che nel breve termine comportano inevitabili limitazioni.
Secondo quanto comunicato da Rfi, la chiusura sarà totale per consentire le operazioni in sicurezza, evitando interferenze con la circolazione ordinaria. L’impatto maggiore ricadrà sui pendolari, che dovranno affrontare una riorganizzazione degli spostamenti quotidiani.
Pendolari in attesa di indicazioni operative
La notizia della chiusura aveva iniziato a circolare già nelle ore precedenti alla comunicazione ufficiale, alimentata da segnalazioni all’interno di gruppi social frequentati da pendolari. In molti hanno chiesto chiarimenti per organizzare con anticipo i propri trasferimenti, soprattutto in assenza di un quadro completo delle alternative disponibili.
Indicazioni più dettagliate sono attese da Trenitalia nei prossimi giorni. È stato comunque anticipato che saranno attivate corse sostitutive con autobus, una soluzione pensata per limitare i disagi e garantire la continuità dei collegamenti essenziali, seppur con tempi di percorrenza più lunghi rispetto al servizio ferroviario.
Un periodo di transizione per la mobilità pugliese
L’insieme degli interventi avviati tra l’inizio del 2026 e i primi mesi dell’anno restituisce l’immagine di una rete ferroviaria in piena trasformazione, chiamata a sostenere progetti di ammodernamento strategici per il territorio. Tuttavia, la concentrazione di cantieri e interruzioni rende particolarmente delicata la gestione della mobilità, soprattutto per chi si sposta ogni giorno per lavoro o studio.
La chiusura della stazione centrale di Bari, seppur temporanea, si inserisce dunque in un contesto più ampio di cambiamenti strutturali, destinati a ridisegnare i collegamenti ferroviari del Mezzogiorno nei prossimi anni.