In Italia, il tema della sicurezza stradale torna ciclicamente sotto i riflettori in occasione di gravi incidenti, spesso accompagnati da campagne emotivamente forti, ma poco efficaci nel lungo periodo. I numeri raccontano una realtà preoccupante: le vittime della strada sono ancora troppe, e i giovani restano tra le fasce più vulnerabili. Manca però una strategia educativa capace di parlare ai cittadini in modo autentico, positivo e duraturo, andando oltre la retorica della paura. In questo scenario, emergono realtà locali che cercano soluzioni nuove, basate sulla partecipazione e sull’uso di linguaggi alternativi. Tra queste si distingue l’esperienza dell’associazione barese aMichi Visaggi ODV, che ha scelto l’arte e la creatività come strumento di prevenzione e cultura.
Fondata nel 2010 a Bari dopo la scomparsa di Michele Visaggi in un incidente stradale, l’associazione è nata dalla volontà di familiari e amici di trasformare il dolore in un impegno collettivo, scegliendo un linguaggio nuovo per parlare soprattutto ai più giovani.
L’approccio di aMichi Visaggi rompe con i modelli tradizionali, sostituendo immagini scioccanti con esperienze culturali che parlano al cuore e alla mente. Il primo progetto, La ballata dell’esteta, portato in scena nel 2011, è stato l’inizio di un percorso incentrato sul potere del teatro, della musica, della fotografia e del cinema per educare alla consapevolezza e alla responsabilità collettiva. Invece di terrorizzare, l’associazione punta a far comprendere che rispettare le regole significa rispettare la vita.
Uno dei progetti più emblematici degli ultimi anni è “I segnali del futuro”, realizzato nel 2024 in collaborazione con il Comune di Bari. Oltre cento bambini delle scuole primarie hanno partecipato a laboratori creativi, trasformando i loro disegni in cartelli stradali artistici installati nel parco cittadino 2 Giugno. Un’iniziativa che unisce educazione civica e partecipazione, e che porta la voce dei più piccoli nello spazio urbano, ricordando che la prevenzione non ha età.
Anche la fotografia è stata messa al servizio della sensibilizzazione, con concorsi che hanno dato vita a mostre itineranti. Le immagini, lontane dai consueti scenari di incidenti, offrono nuove prospettive sulla strada, invitando a riflettere su tempo, prudenza e rispetto reciproco. In questo modo, la prevenzione si fa cultura, non imposizione.
L’associazione non si limita a eventi sporadici, ma costruisce progetti duraturi che coinvolgono scuole, istituzioni e comunità. La memoria di Michele non diventa un monumento fermo, bensì un motore di cambiamento che continua a generare valore attraverso percorsi partecipativi e linguaggi accessibili.

Il successo di aMichi Visaggi risiede anche nella capacità di creare connessioni con realtà locali come la Polizia Municipale e l’amministrazione comunale, dando vita a un modello replicabile. La forza del progetto è nel linguaggio positivo, che parla ai giovani senza paternalismi e stimola un cambiamento spontaneo, non imposto. «La sfida – spiega Francesco Visaggi – è rendere “figo” comportarsi bene».
A distanza di oltre dieci anni, l’associazione rappresenta un esempio concreto di come la sicurezza stradale possa essere promossa con approcci nuovi, capaci di creare un impatto reale nella vita delle persone. Un laboratorio permanente di cultura civica, che continua a evolversi grazie alla dedizione di chi ha scelto di trasformare una ferita personale in un bene collettivo.
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