Scuola pugliese, autorizzate meno assunzioni del previsto per il 2025

Solo 2.401 immissioni in ruolo a fronte di oltre 2.500 posti vacanti: la denuncia della Uil Scuola

In Puglia il prossimo anno scolastico inizierà con meno docenti di ruolo rispetto alle reali necessità. Su un totale di 2.516 cattedre disponibili, il Ministero dell’Istruzione ha autorizzato soltanto 2.401 assunzioni stabili, lasciando scoperti 115 posti. A evidenziare questa situazione è Gianni Verga, segretario regionale della Uil Scuola Puglia, che definisce quanto accaduto come una “doppia penalizzazione” per il sistema scolastico regionale.

La distribuzione degli incarichi stabilizzati è avvenuta in maniera disomogenea tra le province: 646 a Bari, 575 a Foggia, 498 a Taranto, 279 a Brindisi, 278 nella BAT e 240 a Lecce. A questo quadro si aggiunge un’altra criticità: circa 8.000 posti sul sostegno verranno coperti in deroga, evidenziando ulteriormente la fragilità dell’organico.

Secondo Verga, nonostante la disponibilità dei posti dopo i trasferimenti, non tutte le cattedre sono state autorizzate per la stabilizzazione. Inoltre, dei 2.401 posti approvati, non tutti saranno effettivamente coperti al suono della campanella, poiché alcune procedure concorsuali risultano ancora in sospeso. In altri casi, le immissioni in ruolo rimarranno scoperte per mancanza di candidati idonei.

Il sindacato denuncia che la scelta di autorizzare meno assunzioni di quelle disponibili è una strategia che finisce per tagliare i costi: “Si sa che non tutti i posti verranno occupati, ma si preferisce procedere comunque con questa impostazione, con l’intento di risparmiare sulle spese di personale”, afferma Verga. Il risultato, secondo la Uil, è una scuola sempre più fondata sul precariato e meno su un organico stabile, che sarebbe invece essenziale per garantire continuità didattica e qualità dell’insegnamento.

“Un organico stabile è alla base di un sistema scolastico efficiente e di qualità”, ribadisce Verga. Tuttavia, secondo il sindacato, il governo continua a puntare sulle supplenze come soluzione temporanea, rinunciando a una riforma strutturale dell’organico. Una situazione che, per la Uil Scuola, si ripresenta ogni anno senza sostanziali cambiamenti.

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